Dialogare con chi?

#m5scomo  La tentazione di proporre al mio portavoce in consiglio comunale dei testi (mozioni, interrogazioni) a contenuto provocatorio si fa sempre più forte.

Per fortuna Luca Ceruti è persona molto meno gigiona di me e se ne guarda bene dal riceverle, e quindi dal presentarle. Però la voglia rimane.

L’effetto di tre anni e mezzo di amministrazione Lucini & Co. su moltissimi cittadini è quella dell’aumento del consumo di antidepressivi:

Azioni necessarie, anzi, azioni indefettibili restano rimandate alle calende greche.

Con incredibile solerzia si vedono invece realizzate opere sostanzialmente inutili (Libeskind), modifiche discutibili (ZTL), rifacimenti di strade e piazze di cui nessuna persona di buon senso vede la necessità (Piazza Volta, via Garibaldi)… e molto altro agire di questo tenore.

Le uniche opposizioni che ricevono qualche moderato ascolto sono quelle che sanno proporre chiassate di piazza spesso discutibili.

Di ricevere invece la nostra voce di minoranza seria e propositiva non se ne parla… o meglio… se ne parla, ma se ne parla e basta!

Le nostre mozioni fatte approvare in questi anni, tutta roba serissima, utile e poco dispendiosa, giacciono inattuate in un triste limbo da cui nessuno sa quando riusciranno ad uscire. Noi ne seguiamo l’evoluzione ma poco o nulla possiamo per accellerarne l’attuazione.

Di fronte a tanta sorda ottusità (come altro chiamarla?) la tentazione dello sberleffo, dell’ironia corrosiva e del sarcasmo si fa fortissima.

Cosa resta d’altro a chi, credendo di vivere in uno Stato democratico, si vede frustrare ogni iniziativa da parte della più decisionista delle giunte cittadine a memoria d’uomo (e credetemi: battere Bruni è roba da campioni) ???

Le strade percorribili istituzionalmente sembrano tutte ingombre della muta presenza di quel Matteo Renzi che ha accampato il potere dello Stato persino senza aver ricevuto il mandato da libere elezioni, ogni percorso parlamentare si scontra contro muri di numeri di maggioranze e montagne granitiche di interessi occulti e ottusità vere e proprie.

Per questo, nonostante la ferma opposizione del serio ed istituzionale Luca, io continuerò a proporre di tanto in tanto testi “provocatori” per la discussione in aula.

Lo farò conscio della massima pragmatica di Sandro Pertini (che a sua volta riprendeva l’imperatore Vespasiano): “A brigante, brigante e mezzo”.

Ovvero di fronte ad un muro di assenza di dialogo perché mai si dovrebbero rispettare a fondo tutte le regole dell’etichetta?

Per questo, fatto salvo il buon gusto e l’assenza di ogni violenza verbale, praticamente sfinito dallo spettacolo indecoroso di una giunta che si rivela ogni giorno sempre più incompetente, casinista e vanagloriosa, sostengo con forza la necessità di un cambio di passo e quindi di un mutamento di stile nei nostri rapporti con l’amministrazione comasca.

Un vecchio proverbio locale, di quelli che mi paiono un concentrato di saggezza in pillole recita:

“A tratà bée i vilann sa resta cagà in di mann”

che tradotto suona all’incirca: “A trattare bene i maleducati ci si ritrova a gestire situazioni indecorose”.

Io ho fatto la mia scelta… e voi?!

fulvio.

 

 

 

I commenti sono bloccati.