il pulpito

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Doverosa la scelta del #M5SComo da parte del consigliere Ceruti di votare la sfiducia all’assessore Cavadini per la manifesta inadeguatezza dimostrata in due anni di mandato al ruolo che ricopre.
Doverosa ma dolorosa di certo condividerla per tutti coloro (credo anche per Ceruti stesso) che, al di fuori del suo attuale ruolo di assessore alla cultura, stimano Cavadini persona di grandi qualità umane e cultura.
Blindata la maggioranza, astenuti i mai pervenuti, assenti i non presenti, compatte le opposizioni, (Peverelli astenutosi per scelta etica), il buon Cavadini l’ha comunque sfangata e può proseguire a svolgere il suo ruolo nell’amministrazione: auguri di migliori risultati!
(ma che vengano presto e bene, Como ne ha assolutamente bisogno ad un anno dallo sciagurato, ma oramai strapagato, Expo).In molte religione (sopratutto quelle monoteiste) l’officiante alla preghiera parla al popolo da una posizione elevata.

Motivi rituali, simbolici e più banalmente di acustica lo richiedono. O almeno lo richiedevano, questi ultimi, fino all’avvento degli amplificatori.
In molte chiese cattoliche esiste tutt’ora il pulpito, non viene più usato, salvo in casi eccezionali, ma in passato l’omelia del prete veniva fatta da quella particolare postazione. Da qui le espressioni quali “Parlare dal pulpito” ” farsi pulpito di qualcuno” e altri detti in via di estinzione.
“Da che pulpito” è quella che sparirà presumibilmente per ultima: è espressione metaforica per indicare colui che non ha titolo di apostrofare un altra persona per una colpa commessa, essendo la propria comparabilmente ben maggiore.

Sergio Gaddi è stato il proponente della mozione di sfiducia a Cavadini votata ieri notte.

Gaddi, che è stato per due mandati assessore alla cultura nella giunta Bruni ha di certo allestito mostre visitate da vasto pubblico ma:
1) Non una sola mostra del buon Sergio ha chiuso in pareggio… anzi!
Alcune hanno fatto registrare consistenti passivi che ancora gravano sulle derelitte casse comunali, cioè nostre.
2) Da appassionato d’arte non posso non far notare che le Gaddi’s Grandi Mostre altro non erano che il solito spostare un po’ di quadri famosissimi in giro per il mondo, non esattamente quello di cui avrebbe davvero bisogno la Cultura.
Ma si sa: There’s no business like show business.

3) Non è banale notare che dall’ultima grande mostra gaddiana la crisi ha ristretto le casse comunali tanto da rendere ormai (e per un bel pezzo) impossibili quei bei voli pindarici che permisero al Gaddi di realizzare ad esempio la ( a mio avviso brutta e banale) mostra su Pablo Picasso.

Chissà, forse se sul “pulpito” metaforico delle accuse lanciate a Cavadini fosse salito come officiante qualcun altro che non fosse Sergio Gaddi avrei ritenuto più sostanziosamente motivata la sua richiesta di dimissioni.. così un piccolo, fastidioso dubbio mi rimane: e se nelle stesse condizioni economiche di Cavadini si trovasse ad operare Gaddi è così impensabile che ieri sera le parti sarebbero state esattamente invertite?

Pace e bene!

Fulvio

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Ex Consigliere Comunale Comune di Como

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