La Cina è sempre meno vicina

A Chinese farmer walks through his crop on the outskirts of Leshan, Sichuan

 

Li Kequiang è il premier cinese attualmente in carica, Marcia McNutt è la direttrice di Science, una delle più autorevoli e prestigiose riviste scientifiche mondiali. Si sono incontrati a Pechino per discutere di clima e font rinnovabili, di ecologia e sviluppo. Hanno parlato più di un’ora, alla fine della quale la MacNutt si è detta completamente soddisfatta dalla cultura scientifica di Kequiang che appare profonda e appassionata, e dal suo programma di riforme ecologiche che si propone di arrivare all’avanguardia mondiale in pochi anni.

Ma in Italia? In Italia i premier fanno a gara nel superare il record di genuflessioni a ogni altarino gli si pari davanti ma ostentano una ignoranza bovina su tutto ciò che non sia economia (e neanche tutta vista l’ignoranza bestia ostentata per le sue basi sociologiche e scientifiche).

In Italia si dice che la Cina è inquinata. Io sono cresciuto di fronte allo specchio d’acqua che i romani chiamavano Eupili e oggi più prosaicamente lago di Pusiano. Negli anni ’70 e ’80 il lago di Pusiano, meraviglioso gioiello paesaggistico, era una discarica di acido solforico (RodAcciai) idrocarburi vari (Cementeria di Merone) e tossicissimo cromo (laboratori di forbici di Canzo e dintorni), scarti di tintoria ( Paleari) oltre a “normali” contributi domestici (detersivi, oli esausti…).

Verso la metà degli anni ’80 fu dichiarato “biologicamente morto”. Così successe anche al gemello lago d’Annone circondato da fabbriche che, in nome del “lavoro” uccidevano un patrimonio che era di tutte le generazioni a venire. E il resto della “Brianza velenosa” come cantava Battisti non stava affatto meglio… (potrei continuare a lungo, troppo a lungo, l’elenco dei delitti commessi in nome dell’irrinunciabile “progresso”).

Ma forse mi sbaglio, forse era il lago di Pu shi Han nel distreto di Canton?! Credo di si perché i cattivi inquinatori sono sempre e solo i perfidi cinesi, lo si sa almeno fin dai tempi di Fu Man Chu, (personaggio malvagio di Sax Rhomer). Noi no! Noi siamo buoni! Noi siamo la “brava gente” e poi noi siamo taantooo più intelligenti! Noi abbiamo la DEMOCRAZIA mica una dittatura come in Cina, non scherziamo!
O no?!

Odio usare metafore bibliche ma la faccenda della pagliuzza nell’occhio degli altri confrontata con la propria trave  qui casca a pennello!

Il più bel governo di sempre (ogni nuovo governo italiano lo è!) taglia le esenzioni IMU alle imprese agricole, anche per le imprese agricole che producono energia da fonti rinnovabili (eolico, solare, biomasse, biogas, eccetera) WOW! (fonte Corriere della Sera 22 aprile pag 3)
Meraviglia delle meraviglie, il paese affonda, nulla si produce più, l’indipendenza alimentare è ormai lontanissima e se dovessimo campare con quello che produciamo staremmo freschi (e belli snelli), siamo schiavi dei petrolieri e del gas russo ma l’Ebettino di Firenze inserisce una bella norma che penalizza chi con la cacca delle mucche e con l’acqua piovana ci fa l’energia e il concime: UN GENIO NON C’E’ CHE DIRE…

Ma i nemici dell’ecologia stanno in Cina…

Fulvio

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Ex Consigliere Comunale Comune di Como

1 Comment on La Cina è sempre meno vicina

  1. Fulvio Valsecchi // 23 aprile 2014 a 12:29 //

    Come mi ha segnalato Marino Longhini va evidenziando come il 7 punto del programma europa del Movimento 5 Stelle tenda a rimettere in moto l’agricoltura per uscire dal tunnel in cui ci siamo cacciati.

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