Lions e candidati sindaci

Ieri serata al Teatro Sociale organizzata dai Lions di Como e altre associazioni.
Invitati tutti i candidati sindaci. Le domande riguardavano destinazione d’uso del Politeama, del vecchio Sant’Anna, di San Martino e quali politiche culturali, sociali e turistiche per la città.
Di seguito troverete un estratto delle mie/nostre risposte…

Teatro Politeama

Riteniamo utile che sia il Comune ad acquisire la totale proprietà del Politeama, storico teatro-cinema di Como; costruito nel 1911 in stile Liberty, oggi versa in evidente stato di degrado.

Per il recupero di questa importante struttura polifunzionale, identifichiamo questo percorso:

1) acquisizione del 100% della proprietà da parte del Comune.

2) ristrutturazione nel senso di restauro conservativo e messa in regola con le norme di sicurezza vigenti.

3) convenzione col Conservatorio perché il teatro possa essere utilizzato come auditorium, ma non in esclusiva d’uso

4) diritto del Comune di disporre di almeno 8 serate al mese per utilizzo alternativo ( pensiamo ad associazioni e gruppi di musica, teatro, incontri, etc.).

Interfaccia di riferimento l’Assessorato alla Cultura, che dovrà realizzare adeguata programmazione ( mensile? trimestrale?) per l’uso della struttura.

Tempi di realizzo

Ovviamente il problema primo sarà il reperimento dei finanziamenti necessari.

Risolto il quale (!…..) il Comune dovrebbe impiegare non più di 6 mesi per acquisire la totalità della struttura.

La ristrutturazione, se ben diretta, dovrebbe durare circa 2 anni.

La convenzione col Conservatorio dovrà essere limitata nel tempo ( 2/3 anni?) e rinnovabile.

Le attuali attività di ristorazione avranno dipendenza esclusiva dal Comune, e avranno una operatività regolata in funzione delle diverse attività in atto.


Sant’Anna

Costruito nel ’32 sui terreni donati dalla benefattrice Teresa Rimoldi all’Ospedale Sant’Anna di allora ( non ancora…azienda…).

La struttura ha caratteristiche architettoniche notevoli in molte sue parti: la facciata sulla via Napoleona, l’ingresso monumentale, tutta la parte del sanatorio. Ma ha anche vincoli paesaggistici, essendo parte integrante della Spina Verde, una realtà d’eccellenza che il Comune, evidentemente, tende a sottovalutare.

Infatti, contigua ai padiglioni di neurologia e pneumologia si estende l’area pertinente alla Basilica di San Carpoforo, pregevole edificio risalente alla fine del 4° secolo, nonché l’area boschiva circostante che si estende fino al Castello Baradello a sud ( e che continua a nord fino a San Fermo ed oltre). Luogo suggestivo poco conosciuto, generalmente al di fuori dei percorsi turistici e che merita senz’altro una ben maggior considerazione da parte dei turisti ma anche di molti comaschi.  ( ma questo è un discorso che coinvolge tutta la Spina Verde, un luogo bellissimo totalmente ignorato dalla città….). Tra l’altro diversi spazi in origine erano concessi a San Carpoforo in realtà. I civici vicini alla basilica per intenderci.

Un parco culturale e storico darebbe prestigio alla città, ovviamente.

i progetti presentati a tutt’oggi prevedono solo demolizioni e cemento, assurdamente mantenendo in essere l’orrendo e fatiscente monoblocco, e demolendo i pregevoli padiglioni per lasciare l’area ad un lucroso utilizzo residenziale ( ma con quali prospettive?).

Il VAS ha identificato migliaia di metri cubi con radicale cambiamento di destinazione.  Como è piena di edifici nuovi e vuoti, e di spazi inutilizzati.

La nostra proposta si articola sul riutilizzo degli immobili esistenti per trasferirvi tutti gli uffici comunali ( e non solo, ad esempio Inps ma anche l’ASL e l’ospis ) così da far cessare le peregrinazioni dei cittadini in centro città, e sfruttare il famigerato posteggio di Val Mulini.
Anche la piazza di Camerlata potrebbe trarre un beneficio dalla revisione di tutta l’area, in special modo dopo il completamento della tangenziale, consentendo un più efficiente scambio tra l’area ex Sant’Anna e la popolazione.
Spazi e strutture rivalutate
-uffici del Comune più fruibili
-godimento turistico-culturale di San Carpoforo e bosco del Castel Baradello

ecco tre idee a favore dei cittadini e non della speculazione.


Area San Martino

E’ sempre stata un’area estranea alla città, vuoi per naturale isolamento, vuoi per preconcetti o paure dovute ala presenza dell’Ospedale Psichiatrico ( la cà di matt…..)

Preservare gli spazi attuali, riutilizzando i vecchi edifici ( dopo attenta analisi delle possibilità) per raccogliere in un’area omogenea tutte le attività universitarie sparse per la città ( un po’ lo stesso concetto che ha guidato la proposta di recupero del Sant’Anna).

Per entrambe le aree, il riutilizzo di vecchi edifici passa per un restauro con interventi atti ad accrescerne sensibilmente la classe energetica e, ove necessario, l’utilizzo di bioedilizia per eventuali incrementi ( minimi e solo se necessari) di volumetria.

Vocazione universitaria, quindi, ma non solo.
La sua vocazione a “campus” universitario, la renderà fruibile anche per i cittadini che potranno approfittare di spazi boschivi, giardino botanico, percorsi vita e quant’altro potrà venir richiesto da cittadini o associazioni per vivere la natura assieme ai numerosi studenti italiani e stranieri.

Progetto culturale, solidaristico,economico e turistico. Politica giovanile

P.Cu.

Como è un insieme di buoni progetti, molto spesso fine a se stessi: occorre superare gelosie, incapacità, svogliatezza e arrivare ad un progetto unitario, coinvolgendo le associazioni culturali.

Arrivare ad avere la massima utilizzazione di una realtà, assieme alla sostenibilità economica.

Villa Olmo come museo permanente? Inteso anche come luogo di incontro e di organizzazione di mostre da parte di associazioni culturali diverse ( pensiamo al gruppo archeologico comense, o all’accademia d’arte…)

Teatro Politeama come auditorium ma anche fucina di gruppi teatrali o musicali giovanili (e non).

Percorsi storici ( Como non difetta di chiese, basiliche, monumenti o resti di indubbio interesse)

Itinerari gastronomici interculturali ( come avrebbe dovuto essere il vero Expo….)

P.So.

Ci sono a Como tantissimi volontari, persone disposte a lavorare sodo, ad impegnarsi. Paradossalmente mancano gli spazi e le occasioni per esercitare questa buona volontà.

Occorre terminare il censimento dei beni comunali per individuare le aree non certo da mettere in vendita per fare cassa, ma da mettere a profitto: intendiamo sia il profitto immediato del canone d’affitto ad attività commerciale, sia il profitto a lungo termine dell’area messa a disposizione gratuita ad associazioni di volontariato che nel tempo si riveleranno anche un investimento concreto per la città. E poi alcune di queste aree potrebbero essere attivate, sempre a mezzo volontariato, come centri di prima accoglienza per i migranti che sempre più numerosi cercano un riscatto della loro esistenza presso di noi, e spesso vengono respinti.

P.Tu

Il turismo a Como può diventare il motore trainante della città, sostituendosi a quello ormai in affanno dell’industria tessile. Occorre però far si che il turista sia invogliato lungo tutto il corso dell’anno. Una mostra da sola non sorregge il turismo. Visitata la mostra, il turista se ne va.

– promozioni delle tantissime peculiarità sportivo-turistiche ( vela e kayak sul lago, bicicletta sui sentieri e le strade delle corse storiche, trekking in collina o montagna, con mete naturalistiche, storiche, culturali)

– iniziative per eventi innovativi ( progetto di pista ciclabile a mezza costa sul lago, promozione della propulsione elettrica per imbarcazioni private e pubbliche, per far ritrovare alla gente la bellezza del silenzio sul lago)

– promozione della diffusione di strutture tipo bed-and-breakfast per favorire un turismo consono ai tempi di grave crisi economica.

– itinerari storico-paesaggistici per rivalutare le mille perle che il territorio comasco tende a nascondere più che a valorizzare.

– piste ciclabili in città, che assieme al bike-sharing, portino con facilità e minimo costo alla scoperta dei luoghi di interesse storico e culturale.

– tessere turistiche uniche, con lo scopo di rendere il turista contento di esser venuto a Como, per aver avuto tante piacevoli esperienze ad un prezzo equo.

Il programma del Movimento è un programma rivolto ai giovani in tutte le sue scelte.

Contempla i giovani come fruitori ma soprattutto come attori consapevoli. Non può prescindere da loro.
Giovani attenti ed impegnati, perché senza impegno i giovani si ritrovano a subire scelte di altre generazioni, magari non troppo benevole verso di loro.
Il programma del Movimento vale solo in quanto i giovani decidano veramente di partecipare alla vita pubblica della loro città.

Ci sono punti del programma che non sono stati ancora toccati:

-la ex Ticosa, che potrebbe diventare una Hide Park comasca, tra le altre cose punto di aggregazione per i giovani, con spazi per locali dove organizzare eventi praticamente fuori dalla città, a turno organizzare eventi per permetter loro di divertirsi senza disturbare.

– il traffico, con conseguente inquinamento. 
La nostra proposta prevede una metropolitana leggera che sfrutti l’attuale binario delle Nord, che da Camerlata ( stazione finale della parte “treno”) colleghi con frequenti viaggi la periferia con il lago, utilizzando leggere vetture a trazione elettrica.
Ed un progressivo aumento di parcheggi in periferia con una corrispettiva diminuzione delle aree di sosta in città, ed un incremento delle corse di autobus-navetta elettrici.

 

questo per rendervi partecipi il più possibile

About Luca Ceruti (431 Articles)
Consigliere Comunale Comune di Como

1 Comment on Lions e candidati sindaci

  1. Ottime Idee, siamo con Voi.. Uno Vale Uno ed insieme valiamo molto di più.

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