Nuovo Stadio Sinigaglia

Una società tedesca si dice disponibile ad investire la notevole somma di 32 miloni di € nel rifacimento dello stadio di Como “Giuseppe Sinigaglia”. Il presidente del Calcio Como Pietro Porro che ha visionato i progetti se ne dice entusiasta. Si immagina una radicale trasformazione dell’area interessata.
Il Comune di Como già dal 2014 aveva ventilato l’ipotesi di affidare alla società tedesca (di cui ancora non si sa il nome) il rifacimento dello storico stadio.
Fin qui la notizia.

E i comaschi? In che modo interverranno nella scelta in corso? La domanda non è banale.

Nelle democrazie vere, quelle rappresentative ne sono solo una imperfetta approssimazione, le scelte riguardanti opere pubbliche di grande rilevanza per una città, un territorio, una nazione vengono sottoposte al vaglio dell’opinione pubblica dopo aver correttamente informato la stessa nel dettaglio sull’opera che andrà realizzata.

Da noi la democrazia è sempre più una parola svuotata di senso.
“Governo del popolo” questa l’etimologia della parola, non se ne vede più, il popolo se vuole può solo eleggere i suoi rappresentanti che poi, per tutto l’arco del loro mandato faranno più o meno quel che gli pare.

La situazione è quanto mai insoddisfacente.

In una città come Como che negli anni ha visto iniziarsi opere pubbliche di grande impatto che risultano tutt’ora una mera aspirazione, nel senso che non esistono che nel progetto stesso, la realizzazione di un nuovo imponente cantiere in convalle verrà di nuovo imposta dalla Giunta alla popolazione che non sarà chiamata ad esprimersi.

A Chiasso in Svizzera, a pochi chilometri da Como, nel 2000 su progetto dell’architetto Mario Botta vennero realizzate delle barriere antirumore per la tangenziale a fianco dell’autostrada.
In comune a Chiasso venne allestito uno spazio nel quale i cittadini, prima dell’avvio dei lavori, potevano vedere i progetti, esposti nel dettaglio anche per i tecnici del settore, e valutarne la bontà.
Naturalmente il progetto era ottimo e venne realizzato ma cosa sarebbe successo se la cittadinanza di Chiasso lo avesse sonoramente bocciato? Semplicemente non sarebbe stato realizzato!

Passano gli anni e si succedono amministrazioni di diversa sfumature di colore (dal bianco fiore al bianco panna, con punte di verde e nero qua e la) ma a Como nessuno sembra voler prendere in considerazione il semplice fatto che una opera pubblica di grande impatto per una città dovrebbe essere sottoposta preventivamente al vaglio dei cittadini.

Il modello del Movimento Cinque Stelle prevede l’istituzione di referendum propositivi  e senza quorum, sul modello svizzero, in caso di questioni importanti riguardanti la trasformazione di una città.

Risulta evidente che il modello di tutti gli altri partiti prevede di farsi eleggere in qualche modo e poi fare quel che gli pare. E tra queste anche operare scelte sciagurate che impegnano l’intera comunità per generazioni.

A voi cittadini la scelta: lo strumento del voto è ancora (per ora) nelle vostre mani.

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