PERCHE’ non votare la fiducia al governo Renzi

Tra fiorentini e pisani c’è lo stesso grado d’amore e di rispetto che può esserci tra Fiorentina e Juve.

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Tragicommedia all’italiana dal sotto-titolo: “La nostra smisurata ambizione“
Ironia e toni drammatici nell’Italia della crisi politica, istituzionale, economica.
Attori :
Enrico Letta (Pisa, 20 agosto 1966) è un politico italiano, presidente del Consiglio dei ministri della Repubblica Italiana dal 28 aprile 2013 fino al 14 febbraio 2014
Matteo Renzi (Firenze, 11 gennaio 1975) è un politico italiano, sindaco di Firenze dal 2009 e dai prossimi giorni nuovo presidente del Consiglio dei ministri della Repubblica Italiana.
Regia:
Giorgio Napolitano (Napoli, 29 giugno 1925) è un politico italiano, undicesimo e attuale Presidente della Repubblica Italiana, in carica dal 15 maggio 2006.
Silvio Berlusconi (Milano, 29 settembre 1936) è un politico e imprenditore italiano, detto “il Cavaliere” in ragione dell’onorificenza di cavaliere del lavoro conferitagli nel 1977.
I politici, a fare da cornice, prodi cavalieri del parlamento.
Il popolo italiano, la vittima disegnata.

Temporalità
L’ultimo atto della tragicommedia si consuma nell’arco che va dal 08 dicembre 2013 al 23 febbraio 2014
La trama
Poco meno di 64 giorni, dopo la sua nomina a segretario del Pd, sono stati necessari al “neo Giuda” sindaco di Firenze, per tradire l’ex premier e compagno di partito Enrico Letta.
Poco meno di 64 giorni, sono serviti per portare a termine la rottamazione di tutti i dirigenti, più o meno giovani, di un partito alla deriva privo di idee e di contenuti, come mai lo era stato negli ultimi 25 anni.
Poco meno di 64 giorni, scanditi da attestati di fiducia, di solidarietà, di baci e abbracci, di strette di mano e complimenti.
Poco meno di 64 giorni, in cui nemmeno Caio avrebbe saputo ingannare meglio Cesare, per poi pugnalarlo alle spalle.
Poco meno di 64 giorni, per ribaltare il vecchio detto “ fiorentini ciechi, pisano traditori” coniato pressappoco nel 1117, a seguito del regalo delle “colonne affocate” da parte dei pisani ai fiorentini, e poste da quest’ultimi sul lato principale del Battistero di San Giovanni a Firenze.
Colonne che ancora fino a ieri, rappresentavano il simbolo della eterna rivalità fra i due popoli toscani, rivalità fatta da beffe, sberleffi, guerre e volte anche di compromessi.
Dal 14 febbraio 2014 questa rivalità si è arricchita di un ulteriore termine, forse il più dispregiativo “il tradimento”.
Rivalità che ha profonde radici storiche, dei pisani nei confronti dei fiorentini identificati come causa del loro declino, quando ancora una erano repubblica marinara, e dei fiorentini che a loro volta avevano identificato i pisani come tiranni a causa delle esose gabelle imposte per consentire il commercio fuori dalle terre toscane.
La data del 14 febbraio 2014, oltre a ricordare San Valentino e gli innamorati, passerà alla storia come il giorno in cui finalmente il conto fra pisani e fiorentini sia stato pareggiato.
La contesa fra questi moderni guelfi e ghibellini è stata consumata, peccato solo che, il tutto sia avvenuto al di fuori delle istituzioni democratiche, nel silenzio consenso di Re Giorgio, supportata dall’esiliato aspirante Re Silvio, che dato per sconfitto è stato riportato in auge, di fronte all’indifferenza del martoriato popolo italiano.
Il popolo che è l’unico che poteva decidere, tramite i suoi rappresentati regolarmente eletti, se fosse lecito o meno imporre le dimissioni a Letta.
Per la terza volte, negli ultimi 2 anni, le regole della democrazia sono state annullate.
Dal 14 febbraio 2014, ore 13.00 si potrà finalmente dire con scherno “pisani ciechi, fiorentini traditori”
Mai come oggi trova attualità la seguente frase: “Meglio un morto in casa che un pisano all’uscio”.
Considerazioni
La prima definizione di “politica” (dal greco πολιτικος, politikós) risale ad Aristotele ed è legata al termine “polis”, che in greco significa città, la comunità dei cittadini; secondo il filosofo, “politica” significava l’amministrazione della “polis” per il bene di tutti, la determinazione di uno spazio pubblico al quale tutti i cittadini partecipano.
In contrapposizione alla democrazia vi è la Monarchia (Tirannide): da Monos (solo) indica il governo di un sol uomo.
(rif wikipedia)

Personalmente sostengo che questo è stato un colpo di stato in bianco in quanto siamo in presenza di diverse anomalie.
Prima anomalia
Fino la giorno prima il 13 febbraio il governo Letta godeva dell’appoggio dal presidente, moderno burattinaio che muove i fili sotto cui vi son le marionette, il giorno dopo è stato sconfessato.
Si è creata una crisi di governo ad hoc, senza che vi sia stata una crisi reale.
Cosa è accaduto, chi ha agito dietro alle quinte, chi ne trarrà beneficio e chi invece no?
Come mai l’outlook di UBS già a gennaio 2014, per cui è un documento preparato nel 2013, riportava come premier italiano il nome di Matteo Renzi?
Mentre le precedenti crisi si sono discusse e consumate in parlamento, quest’ultima è stata tutta interna al PD.
Un pinocchio fiorentino che ha anteposto il proprio ego avvalorato dalla frase “alla nostra smisurata ambizione”, al bene del popolo italiano, che per arrivare allo suo scopo in modo infido, fino al giorno prima ha ripetuto come un mantra ”stai sereno Enrico, lavora tranquillo”.
Seconda anomalia
Si è assistito ad una lite fra due galli di proprietà dello stesso padrone, in cui il padre padrone non solo non è intervenuto, ma anzi ha avvalorato di fatto il cambiamento con il suo silenzio.
Silenzio = consenso
Padre padrone che ha permesso che il tutto avvenisse, e non era la prima volta, al di fuori delle sedi in cui si svolge l’attività democratica, il parlamento, senza utilizzare l’unico strumento che dovrebbe essere utilizzato, in quanto stabilito dalla Costituzione, la sfiducia di fronte alle camere, dare un nuovo mandato dopo aver fatto le consultazioni e nel caso in cui non si fosse trovato l’accordo una nuova chiamata alle urne.
Invece come nelle peggiori cospirazioni massoniche, tutto avviene all’interno dei palazzi di potere con accordi fra pochi “eletti” e non.
Terza anomalia
Il premier Letta non è stato sfiduciato dalla sua maggioranza, ma è stato sfiduciato da poteri occulti, bramosi di posizionare i propri nominativi di riferimento, alla prossima chiamata per le elezioni della parte politica, dei nomi di riferimento ai vertici di banche, grandi aziende pubbliche fra cui Enel, Eni, Poste.
Poteri occulti che hanno trovato nella figura di Renzi il loro punto di riferimento.
Renzi il quale ha formato un nuovo governo supportato dalla stessa maggioranza di quello di Letta, con una nutrita flotta di nominativi già presenti nel precedente governo.
Renzi che si è ha dovuto trattare sui nominativi dei ministri, che ha trovato uno spazio per un ministro che già si sa dovrà a breve assentarsi un quanto diverrà mamma.
Ecco dove stano alcune anomalie di questa crisi di governo, ecco dove sta il motivo per cui approfondire e non accettare passivamente, ecco il motivo per cui opporsi affinché il prossimo premier non sia Renzi, ma sia un nome espressione si della maggioranza, ma che sia stato eletto dal popolo nelle precedenti amministrative e non eletto da un drappello di dirigenti di un partito alla deriva.
Un governo in cui le figure che vanno a ricoprire i ministeri assegnati, non siano espressione del presidente, vedasi caso Gratteri.
È nato un governo che prima ancora di giurare, è già posto sotto amministrazione controllata.
Perché, per il non ministro Gratteri si spulcia fra le regole ed invece non si spulciano fra le regole per un premier non eletto dal popolo.
Un neo premier eletto come segretario di un partito che esprime solo un terzo degli italiani, con meno di 120 voti.
Nemmeno nella prima repubblica si è assistito a tanto degrado.

Quello che sorprende è che il tutto si svolge nell’indifferenza generale, con complici gli attori principali, presidente della Camera, presidente del Senato, presidente della Repubblica che restano nel totale silenzio ed immobilismo, avvalorando di fatto questa anomala situazione.
Come mai?
Il MoVimento 5 Stelle a questo punto oltre a gridare allo scandalo, chiedere l’impeachment per il presidente Napolitano, fare rumore in aula e passare per i soliti attaccabrighe, deve scegliere come agire in un prossimo futuro.
A questo punto del gioco, M5S deve assumersi la responsabilità politica di fare un grande passo, deve riuscire a coinvolgere quella parte della sinistra dissidente, che trova voce in Civati, la Lega, la FIOM sotto attacco della CGIl e della Camusso e quanti altri pensano sia arrivato il momento di dire ADESSO BASTA.
Adesso basta a questi giochi di potere fatti sulla pelle degli italiani.
MoVimento 5 Stelle deve in questo momento trovare il modo di far si che il “il fiorentino con la s blesa, a bordo della sua smart” lanci il fatidico urlo “ Seguitemi miei prodi “ salvo voltarsi e ritrovarsi solo, un poco come è successo a Letta.
Una unione fatta di intenti, che possa anche generare un alleanza, che ha come fine il fare chiarezza in questo pantano, una unione che trovi e proponga risposte e soluzioni alternative a quelle che ci verranno imposte dal nuovo governo.
Da soli non possiamo farcela, dobbiamo raccogliere chi la pensa come noi, anche se non crede nell’avventura MoVimento 5 Stelle, un poco come avviene nei comuni.
Come si è soliti ripetere, le buone idee non hanno padroni, ma solo attori che le rendano concrete.
Il MoVimento 5 Stelle deve essere il faro, in questa fase politica assai oscura, per una opposizione ancora più seria e costruttiva, che crei le basi per una nuova terza repubblica, perché il modo di comportarsi di Renzi e della sua compagnia di ventura è più simile a quella delle squadre fasciste/leniniste che ad una compagine democratica.
Ecco perché dobbiamo vigilare ancora con maggiore attenzione.
Ogni stretta di mano, ogni promessa, non sarà mai certezza di serietà.
La stretta di man o che era l’espressione gestuale di un “mi fido della tua parola”.
Le strette di mano in Europa, hanno ancora un valore, è bene che il pinocchio fiorentino lo ricordi.
Ricordi che lo stesso vale per le parole, il loro significato e un valore intrinseco.
In Italia si è perso il significato delle parole, coerenza, fedeltà, serietà pare addirittura che non siano più indice di virtù, anzi, invece in Europa, salvo prova contraria, hanno lo hanno conservato.
Ecco che aspetterà al MoVimento 5 Stelle, vigilare affinchè quello che è successo in questi giorni, resti un caso isolato di mala politica tutta italiana, che non abbia ripercussioni in Europa,
Ecco perché non si deve votare la fiducia a questo governo.
Votare la fiducia al nuovo governo, vuol dire sdoganare l’inganno, il tradimento, l’arroganza non più come vizi, ma virtù.
Evidentemente gli insegnamenti del suo illustre concittadino Niccolò di Bernardo dei Machiavelli espressi nel trattato “Il Principe” (val la pena ricordare è un opera a favore “al Magnifico Lorenzo di Piero de Medici”) trovano attualità nel modo di fare politica del neo premier.
Su tutte questa: “il fine giustifica i mezzi”.
Si ricordi però Renzi come monito, questo altro passaggio scritto, sempre da suo più famoso concittadino Macchiavelli.
«Coloro e’ quali solamente per fortuna diventano, di privati, principi, con poca fatica diventano, ma con assai si mantengono.»
E’ questo quello che deve fare il MoVimento 5 Stelle, ricordare al fiorentino traditore, ogni giorno del mese, della settimana, e ogni ora che noi faremo opposizione e denunceremo questo modo arrogante di fare politica, che saremo li a difendere la costituzione da ogni attacco, sia esso avvalorato o meno dal presidente.

Considerazioni personali di Marino Longhini

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Consigliere Comunale Comune di Como

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