referendum deliberativi, abrogativi o costitutivi

referendum_Introdurre negli statuti comunali i referendum deliberativi-propositivi è una battaglia di civiltà e di restituzione ai cittadini della sovranità popolare (sancita dalla Nostra Costituzione) dei propri diritti politici di scelta, indirizzo e decisione sulla gestione dei beni pubblici collettivi.

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Non esiste più nessuna limitazione giuridica affinché possa essere prevista l’introduzione negli statuti comunali lo strumento del referendum propositivo-deliberativo!

La riforma della legge 142/1990 integrata dalla Legge 3 agosto 1999, n. 265, approvata in via definitiva dal Senato il 22 luglio 1999, ha toccato pure il comma 3 dell’articolo 6, ed ora il comma 3 dell’art. 3 (partecipazione popolare) della Legge 3 agosto 1999 n. 265, recita:

«Nello statuto devono essere previste forme di consultazione della popolazione nonché procedure per l’ammissione di istanze, petizioni e proposte di cittadini singoli o associati dirette a promuovere interventi per la migliore tutela di interessi collettivi e devono essere altresì determinate le garanzie per il loro tempestivo esame. anche su richiesta di un adeguato numero di cittadini Possono essere altresì previsti »

In sostanza, è stato soppresso l’aggettivo «consultivi» e quindi, implicitamente, si sono ammessi anche i referendum deliberativi, abrogativi o costitutivi.

E’ compito nostro far valere questo sacrosanto diritto di reale partecipazione popolare. E prevedere l’abolizione del quorum!

Il referendum deliberativo-propositivo consiste di una proposta deliberativa e, ove il referendum abbia esito positivo, gli organi comunali si vedono obbligati ad esaminare una proposta formale di deliberazione su materie di competenza comunale, sempre facendo salve le materie dallo Statuto eventualmente escluse.

1. Ove il referendum abbia esito positivo, l’organo deliberante è obbligato a tener conto del responso referendario che non è cosa da poco: l’assunzione di deliberazioni da esso difformi, oltre che formalmente motivate devono essere politicamente soddisfacenti per non rischiare di incrinare il rapporto di fiducia fra società civile ed eletti.

2. L’art. 52, 2° co., Statuto del Comune di Catania, rubricato Effetti dei referendum, che chiude il capo II, recita: «il risultato dei referendum, discusso entro trenta giorni dalla sua ufficiale comunicazione al Consiglio comunale, vincola l’amministrazione a dar corso alla volontà popolare emersa dalla consultazione».

3. Molti statuti comunali ampliano la schiera dei cittadini che possono esercitare la loro partecipazione, consentendo ai giovani residenti dai sedici anni in su di intervenire sia per la promozione del referendum, sia per il voto referendario. Tale ampliamento della base attiva dei referendum spesso si estende anche agli extracomunitari residenti.

4. Ci sono tre ragioni a favore di questa soluzione:

a) è l’unico spazio oggi disponibile per riforme.

b) è relativamente “facile” convincere un Sindaco o comunque eleggere qualche Consigliere comunale atto alla riforma.

c) è un mezzo per “educare” la cittadinanza all’esercizio della democrazia diretta.

Detto ciò si chiede che l’amministrazione del Comune di COMO che si adegui ai nuovi dettami legislativi e modifichi il capo 2° (Referendum Consultivi) dall’art. 13 all’art. 20 prevedendo anche l’istituzione di strumenti come i Referendum Abrogativi e i Referendum Propositivi.

Per permettere ciò il MoVimento 5 Stelle ha presentato una mozione (MOZ_Referendum propositivo) che impegna l’attuale amministrazione ad adottare questi rilevanti strumenti di democrazia diretta, che permettano il cittadino di incidere direttamente sulla gestione della propria città, ricordando agli amministratori che non sono stati eletti con una delega in bianco.

In merito ai quesiti referendari che verranno presentati venerdi 18/10/2013 dal Consigliere Rapinese, il Movimento 5 Stelle dichiara il suo appoggio al metodo, che chiaramente porta la cittadinanza ad una espressione diretta su temi che riguardino la vita quotidiana come l’andare a lavorare in centro città (per i fortunati che ancora hanno un lavoro) o semplicemente andare a fare una passeggiata nel nostro centro commerciale cittadino, senza dimenticare l’essenza turistica della nostra città

Non ci esprimiamo però sul merito del referendum in quanto non siamo a conoscenza dei quesiti referendari se non dai titoli dell’evento,  non sono stati espressione condivisa con il M5s, ma che sembrano già affrontati dai cittadini attivisti che già si sono espressi tramite il proprio portavoce in Consiglio Comunale Luca Ceruti a tempo debito. Perchè diciamo a tempodenito:

– ha dichiarando la propria contrarietà allo ZTL allargato prima che si fornissero adeguati servizi di collegamento con la periferia della città ( Bike sharing efficiente e non un semplice proclamo rinviato e a tutt’oggi non fruibile con costi esorbitanti per i Comaschi  e per i turisti per mancanza delle indicazioni bilingue e di torrette che permettano il pagamento del servizio; parcheggi all’esterno della corona del centro città altamente insufficienti; posti auto bianchi completamente eliminati; un piano della sosta non aggiornato fin da troppi anni).

Si allegano i link dove si sono già trattati tali argomenti a riprova dell’impegno che i cittadini attivisti hanno svolto un grosso lavoro nel totale silenzio della stampa cittadina, ci travestiamo da giornalisti per informare.

Al contrario di un semplici proclami senza nessun fondamento ci sono i fatti…

Espressione di voto allo ZTL datata 3/05/2013

http://www.como5stelle.com/la-ztp-zona-a-traffico-privato-e-servita/

Mozione attualmente in discussione in consiglio:

http://www.como5stelle.com/mozione-urgente-parcheggi-como/

Tariffe delle soste selvagge in città senza nessun rispetto per la situazione economica in cui versano molte famiglie comasche:

http://www.como5stelle.com/the-winner-is/

Il tema del girone comasco (che non è quello dell’inferno, ma quasi..):

http://www.como5stelle.com/como-giro-girone/

http://www.como5stelle.com/una-storiella-urbana/

La denuncia del Bike sharing in ritardo poi rilevatosi solo un arredo urbano inutilizzato:

http://www.como5stelle.com/bikesharing-invisibile-ma-a-fine-mese/

La triste vicenda sulle spalle dei Comaschi (Ass. Gerosa / dir. Lorini)

http://www.como5stelle.com/gerosa-lorini-le-nuove-puntate/

non che nello strumento adatto al consiglio comunale che sono le mozioni presentate:

13-62_Moz_Ceruti_Molteni_parcheggi+pubbl.+in+città.

13-71_Moz_Ceruti_Realizzazione+Piano+della+Sosta

13-72_Moz_Molteni_Ceruti_Zone+di+particolare+rilevanza+urbanistica

(in discussione in aula da lunedì 14 ottobre 2013)

 

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Consigliere Comunale Comune di Como

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