Revoca Bando Rifiuti

Il MoVimento 5 Stelle di Como non condivide la scelta di capitolato rifiuti intrapresa dall’attuale amministrazione, in quanto non rappresenta un valido e aggiornato approccio all’argomento.

 I limiti e le carenze sono dovute proprio a una visione superata del “rifiuto”. Fondamentalmente non si vede una lungimirante politica del rifiuto.

Il bando di durata settennale (!) che l’Amministrazione si accinge a concludere introduce sì, finalmente, un ricorso alla raccolta differenziata, ma trascura tutte le iniziative volte a far crescere la redditività della vendita di quanto si può recuperare, e, altrettanto importante, a far decrescere la massa totale dei rifiuti.

Perché rimanere ingessati per 7 lunghi anni con previsioni elaborate su dati storici che non hanno più attinenza con la realtà di oggi, e ancor meno con quella di domani? E’ evidente il cambiamento epocale ingenerato dalla crisi finanziaria in atto.

Fare una vera Politica dei rifiuti significa avere come obiettivo, l’opzione RIFIUTI ZERO, e cominciare ad intendere il rifiuto come una risorsa, in un’ottica a tutto campo, dalla produzione di ogni oggetto fino alla fine della sua esistenza, che può anche prolungarsi con il riuso.

 La creatività e la passione italiane, la presenza di alcuni centri di ricerca come la Scuola Agraria del Parco di Monza, la nascita della rete italiana Rifiuti Zero avvenuta ad Acerra nel 2004, insieme alla straordinaria diffusione delle battaglie contro l’incenerimento dei rifiuti, hanno portato molti comuni italiani, a intraprendere un percorso che ha portato a una raccolta differenziata superiore al 75%.

“Con questo atto la “presa” della nuova cultura di cui la strategia rifiuti zero è portatrice passa da essere ritenuta “stimolante ma velleitario movimentismo” a concreta e credibile scelta amministrativa, alla portata delle esperienze politiche di governo più attente alla innovazione e alla sostenibilità ambientale”.  

(Vedi allegato A)

 Il Centro di Ricerca Rifiuti Zero è una realtà operativa, che mette a disposizione delle amministrazioni locali tutte le conoscenze, le esperienze e il know how accumulato negli anni. E’ una risorsa , che il Comune di Como ha il dovere di utilizzare per dare una vera risposta ai cittadini.

“In che cosa consiste la “novità” di questo centro? ESSO HA LO SCOPO DI MONITORARE E STUDIARE IL “RIFIUTO RESIDUO” così come si presenta dopo le raccolte “porta a porta”. In altre parole dalla parte “a valle” del sistema di gestione degli scarti viene elaborato un feedback (tipico dei processi e degli organismi naturali) che si rivolge al mondo della produzione, coinvolgendo, in un processo circolare, quella che la strategia rifiuti zero definisce la responsabilità estesa del produttore (EPR)”.  (vedi allegato B)

Nello staff scientifico è presente Enzo Favoino, ricercatore presso la Suola Agraria del Parco di Monza, il quale ha già dato la disponibilità, al M5s, per una prima analisi del bacino di Como.  Ricordiamo che nel 2007 è stato inserito tra i primi 50 “Pionieri del Riciclo” scelti a livello internazionale, ricevendo il relativo premio.

Nel capitolato in oggetto, manca totalmente questo aspetto fondamentale.

Affronta, senza progettualità, i primi passi verso la R.D., però, di fatto, vincolando l’amministrazione ( e i cittadini…) per 7 anni.

Dai dati 2011 pubblicati dall’Osservatorio provinciale dei Rifiuti, si rileva che la percentuale di raccolta media dei comuni della provincia di Como è di 48,70%.

Risulta evidente che i sistemi di R.D. fino ad oggi adottati hanno dei limiti di soglia che sono difficili da superare.

Lo stesso Osservatorio dice “I Comuni di Erba e Cantù con una percentuale di raccolta differenziata del 59-60% risultano i più efficienti seguiti da Mariano Comense e Olgiate Comasco (53-54%). Ben lontano il Comune di Como, con il 38% di raccolta differenziata”.

 Di fronte a questi dati consolidati, il M5s si chiede perchè una amministrazione debba puntare al “minimo sindacale”, e non faccia una scelta che è a disposizione ed è concretamente attuabile.

 L’obiettivo minimo stabilito per legge del 65% di R.D. che ritroviamo pari pari nel capitolato, dovrebbe essere supportato da un progetto ben più articolato. E’ sintomatico il fatto che non venga indicato in nessuna pagina del “capitolato rifiuti”, cosa succede se non si dovesse raggiungere un tale traguardo. Come si può stimolare l’azienda appaltatrice a perseguire un risultato, senza penali o incentivi? Non sarà che il risultato, di andare ben oltre il 65%, non sia considerato poi così importante?

 Ricordiamo che stiamo parlando di un appalto del valore complessivo di 87.154.220€ e che ha stime presunte di incremento fino a 134.397.022,85€ netto Iva.

A fronte di un impegno così importante, il cittadino si aspetta che ci sia, da parte dell’amministrazione, un altrettanto impegno e attenzione nel determinare un progetto che coinvolge profondamente la comunità per 7 anni.

 Energie e risorse che sono state indirizzate per far pulire meglio le strade, obiettivo giusto, ma che a nostro avviso denota la volontà di dare un segnale puramente estetico. Ancora una volta il pensiero politico dell’apparire ha prevalso.

 Sul tema obiettivi, si indica come previsione una raccolta dell’umido del 13,82%.

Nella normativa Cee c’è l’articolo 181. Alla voce: Riciclaggio e recupero dei rifiuti (dove il legislatore mette dei limiti severissimi per la raccolta e recupero dei rifiuti):

a) entro il 2020, preparazione per il riutilizzo e il riciclaggio di rifiuti,

Obiettivi di riciclaggio:   50% RU, con separazione almeno di carta, vetro, plastica, metalli

Come si pensa di arrivare a questo risultato, se non è stato inserito tale obiettivo nel capitolato che avrà validità fino al 2019?

Perchè demandare gli obiettivi ad una futura amministrazione, quando si possono affrontare oggi?

 E’ importante far notare che i comuni che si sono limitati a questo tipo riduttivo di raccolta differenziata, fino ad oggi non hanno ottenuti significativi vantaggi dalla vendita dei rifiuti differenziati, e di conseguenza neppure i cittadini.

Ci sono stati invece significativi risparmi in quei comuni che hanno veramente voltato pagina e si sono avviati sul sentiero che porta ai RIFUTI ZERO.

Da non dimenticare poi che il Comune dovrà fare i conti con una forte diminuzione della parte indifferenziata, che è la frazione destinata all’inceneritore.

Di conseguenza verrà a diminuire drasticamente l’utilità dell’inceneritore stesso (se mai ci fu…): quindi il M5s si aspetta da parte del Comune un programma di progressiva e rapida cessazione di ogni attività legata all’inceneritore e infine il suo smantellamento.

Il M5s, da sempre, segnala quanto dannosi siano per la salute, nonché inutili, gli inceneritori.

Bruciare una potenziale risorsa, con produzione di fumi e ceneri inquinanti è un comportamento da incoscienti. In tutta Europa è in atto un deciso abbandono di questa a torto definita tecnologia di trattamento…… Questa presa di posizione è in completa sintonia con l’obiettivo sopra indicato del completo riciclo del rifiuto.

Le normative comunitarie, recepite dal nostro paese, sono molto chiare su questi argomenti (vedi allegato C).

 A fronte di questi due aspetti analizzati, non si riesce a capire quali “benefiche ricadute economiche sulle tasche dei cittadini” (dichiarazione della giunta in riferimento interrogazione del MoVimento 5 Stelle del 03 Luglio 2012) si potranno avere. (vedi allegato D). Di certo ci sono i maggiori costi.

 Centri come quello di Vedelago, che si dedicano alla differenziazione del residuo indifferenziato, permettono di incrementare il valore del rifiuto, inteso come “materia prima seconda”, e questo esempio di valorizzazione si può applicare ad ogni categoria di rifiuto.

In conclusione il M5S, con questa decisa presa di posizione contro un bando che penalizzerà pesantemente la città, vuole indicare chiaramente che i cittadini non sono più disposti ad accettare tutto quello che viene loro proposto. Perché non fare le migliori scelte che già sono a disposizione nel Paese? Perchè deve ancoraesserci una separazione tra Comuni virtuosi e non? E perchè un Comune non dovrebbe essere virtuoso? Non sarà che la differenza è data dal fatto di non accettare preventivamente, ad ogni decisione importante, un confronto con i cittadini?

2012-10-19, MOZIONE_Revoca Bando rifiuti

2012-06-08_RIFIUTI interrogazione 01

2012-07-03_risposta rifiuti

Allegato A

Allegato B

Allegato C

About Luca Ceruti (431 Articles)
Consigliere Comunale Comune di Como

Scrivi un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*



*