Affettività,sessualità e intolleranza nel terzo millenio

 

Le nostre piazze, con sempre maggiore frequenza, si ritrovano a dover accogliere un nuovo fenomeno,

l’antagonismo discriminatorio sulla chiave della morale e della sessualità.

Tale rappresentazione vede protagonisti sia gruppi di destra estrema che distribuiscono volantini e chiedono firme per petizioni “NO GENDER”, sia certi attivisti cattolici che si ritrovano chini su un libro per difendere il loro diritto a poter dissentire sulle libertà altrui.

Cosa è successo per infiammare i loro animi?

Oggi con il termine “GENDER” si definiscono quelle categorie affettive aggiuntive al “maschio” e alla “femmina” ,le cosiddette nuove “variabili sessuali”.

A partire dall’anno scorso, il 2014, il dipartimento della Pari Opportunità del Consiglio dei Ministri ha fatto partire la “Strategia nazionale per combattere le discriminazioni sull’orientamento sessuale sull’identità di genere”, come da richiesta dell’Unione Europea avvenuta nel lontano 2010: vedi raccomandazione CM/REC (2010) 5 del Comitato dei ministri del Consiglio Europeo

Il nostro paese ormai lo conosciamo e l’adozione di linee guida dalla EU è impresa sempre solerte!!

A dare una piccola spinta in questa direzione al nostro paese e a questa causa, correva l’anno 2013,il suicidio di tre ragazzi “omo” (rispettivamente di 14,15 e 21 anni) portando alla ribalta della cronaca gli effetti della discriminazione contro l’omosessualità.

Questi ragazzi, derisi dai compagni di classe, emarginati e condannati per i propri sentimenti non avevano trovato modo migliore per combattere l’angoscia di esistere e di non poter amare alla luce del sole, poiché fuori dai classici schemi affettivi, che terminare precocemente la propria esistenza.

  • Simone, 21 anni, con un salto dal balcone.
  • Andrea, 15 anni ,con una corda al collo.
  • Roberto, 14anni, giù da un tetto.

In Europa la campagna contro le discriminazioni sessuale vede la luce già dagli anni ’70 e ’80:

la Francia fù la prima nel ’68, seguii la Germania, il Regno Unito, l’Olanda , l’Austria , la Svizzera, la Spagna e il Portogallo; ultima fù l’Irlanda nel 2003. Italia all’appello ASSENTE.

Un sondaggio condotto dalla Unione Europea su un un campione di 93.000 cittadini “omo” rivela che nel nostro continente circa il 25% degli omosessuali negli ultimi 5 anni ha subito almeno un tentativo di aggressione fisico o un episodio di grave violenza verbale.

Dal grafico prodotto si possono leggere due elementi:

  1. 1.l’Italia risulta un paese evidentemente poco tollerante sul tema
  2. Il problema della omofobia sia ridotto ai minimi termini nei paesi che hanno adottato delle campagne contro la discriminazione (è un caso?)

Jpg-Affett

Il sondaggio ha fornito nel contesto più generale i seguenti risultati:

  • I paesi della Europa orientale hanno il tasso di omofobia più alto
  • La maggior parte delle aggressioni sono avvenute in luoghi pubblici e sono stati perpetrati   da gruppi di persone (il branco) generalmente di sesso maschile
  • Il 50% delle persone che hanno subito un attacco non ha sporto denuncia alle autorità ritenendo che queste non avrebbero intrapreso alcuna azione in loro difesa
  • Il 50% degli intervistati sostiene di sentirsi personalmente discriminato ma nel 90% dei casi non ha mai fatto rapporto del problema
  • Il 20% dei gay o bisessuali e il 29% dei transgender sostiene di aver sofferto-ricevuto discriminazione in ambito lavorativo o in fase di ricerca del lavoro
  • Quasi 2/3 degli intervistati ha risposto di aver provato a nascondere o a camuffare la propria sessualità a scuola

In Italia non è mai esistita una volontà politica sul tema e questo è testimoniato dalla mancanza di norme e dai fenomeni sociali prodotti: il nostro paese è il fanalino di coda d’Europa sui diritti civili.

Una ricerca ISTAT del 2011 su 8000 candidati tra i 18 e i 74 anni ha fornito i seguenti dati: emerge innanzitutto come la popolazione in generale ritenga che in Italia vi sia discriminazione verso la comunità omosessuale ed ancor più verso le persone transessuali.

Il 41,4% degli intervistati ritiene non opportuno che una persona omosessuale eserciti la professione di insegnante, il 28,1% di medico e il 24,8% di politico.

Tale contraddizione si riscontra anche nell’accettazione di relazioni gay e lesbiche; in questo caso circa per il 60% del campione esaminato ritiene accettabile una relazione tra due uomini o tra due donne, ma il 55,9% afferma che “se gli omosessuali fossero più discreti sarebbero più accettati” e quasi il 30% ritiene che la cosa migliore per un omosessuale sia non dire agli altri di esserlo.

Il 62,8% del campione è favorevole alle unioni civili, il 43,9% al matrimonio ed il 20% all’adozione.

Infine.

Per quanto riguarda la percezione delle stesse persone LGBT (persone Lesbiche, Gay, Bisessuali e Transgender) queste dichiarano di aver subito discriminazioni durante la ricerca di un alloggio (10,2%) nei rapporti con i vicini (14,3%) nell’accesso a servizi sanitari (10,2%) oppure in locali, uffici pubblici o mezzi di trasporto (12,4%).

La strategia nazionale suggeritaci dall’Unione Europea propone campagne informative nelle scuole, iniziative didattiche adeguate e sistematiche per formare docenti e alunni sulle nuove identità sociali.

Il termine “nuove” per queste identità sociali è forse fuori luogo dato che sono sempre state presenti nel corso dei secoli , celate agli occhi pubblici per vergogna, pregiudizio, convenzioni e dai costumi sociali. D’altronde le testimonianze lo confermano.

La campagna d’informazione è quindi finalizzata a combattere il bullismo verso il diverso, dove la diversità, nel caso specifico, è basata sulla forma della sessualità.

La sessualità non sia strumento di valutazione delle persone, non sia elemento per marginalizzare le persone nell’ambito scolastico, del lavoro e nella società.

Con il verbo “valorizzare” nel contesto specifico ,lo voglio spiegare agli eventuali detrattori o critici “NO GENDER”, si intende molto semplicemente dare ai soggetti visibilità, accoglienza, il conforto, l’aiuto sociale nel riconoscimento dei diritti, non significa “incentivarne la diversità” .

A detta di taluni gruppi radicati nella destra estrema e in ambiti nemmeno troppo periferici al mondo cattolico, per citarne qualcuno Radio Vaticana, Avvenire, Associazionismo Don Bosco, Sentinelle In Piedi etc etc etc, l’impostazione del documento confezionato dal nostro governo risulta vicino al più radicale estremismo gay legittimando la pedofilia, spingendo, forzando addirittura la diversità di queste nuove entità!!

Impostazione radicale perché impone anche l’obbligo di considerare l’omosessualità equivalente all’eterosessualità, in tutto e per tutto??

Nella campagna di controinformazione NO “GENDER” questi gruppi stanno usano ogni mezzo per richiamare attenzione e favore dichiarano che:

  • il progetto del governo preveda corsie preferenziali all’assunzione e alla formazione di personale gay o lesbico , dopo le quote rosa anche le quote arcobaleno ( in pratica sostengono che gli eterosessuali saranno i discriminati),
  • accostano l’omosessualità alla pedofilia (tema vecchio e ricorrente),
  • reputano che le leggi di contrasto alla omofobia siano per loro stessa natura discriminanti verso la liberta d’espressione e di affermazione delle coppie normali, che le campagne in atto porteranno i cosiddetti normali ad avvicinarsi alla omosessualità come preferenza sessuale.

Campagne propagandistiche deliranti, prive dei fondamentali tecnici,sociologici,statistici necessari per confutare le loro tesi, ma colme all’orlo di una malsana ipocrisia.

Come Movimento 5 Stelle attraverso l’impegno e il tenace lavoro della nostra deputata Silvia Chimienti, abbiamo terminato di recente la preparazione di un progetto di legge indirizzato “all’ educazione alla affettività e alla tolleranza attraverso l’ausilio di programmi didattici.

Riteniamo che sia necessario negli ambiti di crescita, oltre il nucleo familiare, anche con le scuole, luoghi dove i ragazzi iniziano a confrontarsi con il mondo, con le altrui diversità e culture, aiutare i nostri giovani a crescere privi di pregiudizi per farli vivere immuni da fenomeni di bullismo,dalle fobie; parlando loro di ogni sfumatura della sessualità attraverso una didattica sgombera dagli schemi mentali-ideologici-religiosi con cui questo paese ha giaciuto e si è assopito per troppi decenni.

Possiamo discutere e dibattere sul dettaglio delle modalità didattiche, a quali figure affidare l’attività di informare, a docenti interni, a docenti esterni, chiamare psicologi o esperti dell’argomento, se la materia dovrà fare parte del programma scolastico o considerata come attività esterna che fornisce crediti scolastici, se partire dalle elementari o dalle medie per formare sull’argomento ma non possiamo trattare sul fatto che sia nostro obbligo civile e morale formare le coscienze dei nostri giovani, dei nostri cittadini per formare una società sana e migliore.

Noi vogliamo una vera rivoluzione culturale per il nostro paese.

Se interessati di seguito trovate il link al documento pdl

http://www.como5stelle.com/stelle/wp-content/uploads/2015/02/pdl-educazione-affettività-definitivo.pdf

Per il canale facebook “Amici Movimento 5 Stelle Diritti civili e LGBT”

https://www.facebook.com/amicim5slgbt

Documento di strategia nazionale per la prevenzione e il contrasto delle discriminazioni basate sull’orientamento sessuale e sull’identità di genere

http://www.pariopportunita.gov.it/images/strategianazionale_definitiva_29aprile.pdf

 
Angelo Orlando

 

 

1 Comment on Affettività,sessualità e intolleranza nel terzo millenio

  1. Fin da ragazzino mi sono dovuto confrontare con questi temi essendo stato, ai tempi delle scuole medie (fine anni ’70) profondamente amico di un ragazzo che, nella adolescenza, si è scoperto omosessuale.
    Dico “essendo stato” perché il mio amico non c’è più. Dopo una vita assai difficile due anni fa si è tolto la vita. Evidentemente per lui l’esistenza si era caricata di troppo dolore per essere ulteriormente sopportata.
    Come sarebbe stata la sua esistenza se non avesse dovuto subire il peso di essere gay nell’Italia che ha vissuto? Penso a lui tutte le volte che questi temi vengono trattati e sono felice che il M5S voglia affrontarli seriamente.
    Grazie Angelo.

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