aula mal gestita

QUANDO SI CONFIGURA L’OBBLIGO DI ASTENSIONE DEL CONSIGLIERE COMUNALE?

L’obbligo di astensione dell’amministratore locale, statuto posto a tutela dei principi di imparzialità e trasparenza della P.A. (art.97 Costituzione), ricorre ogniqualvolta vi sia una correlazione immediata e diretta tra la situazione del consigliere e l’oggetto della deliberazione, così che la sua imparzialità potrebbe esserne minata.
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Ieri nelle domande preliminari ho chiesto un parere al segretario generale del Comune di Como, se qualche consigliere o qualche membro di giunta avesse azioni di ACSM-AGAM o di A2A.

Se ne avessero in possesso, o se avessero venduto acquistato azioni, o se era opportuna una dichiarazione scritta in merito a tali fatti, inserendo anche parenti in linea diretta. A tutela del voto in aula e del corretto procedimento in corso.

Il segretario generale non si è espresso su questa domanda, il presidente del consiglio non ha ravvisato nulla di illegittimo o necessario nel verificare tale richiesta.

L’aula si espressa, con un pareggio e quindì la bocciatura della proposta di delibera.

La mia domanda era più che legittima, anzi si è rivelata prefetica.

Nelle dichiarazioni dei redditi, che per trasparenza ogni amministratore deve rendere pubblico, potete trovare se e quante azioni di ACSM-AGAM e/o azioni di A2A sono possedute da amministratori comunali:

http://www.comune.como.it/amministrazione-trasparente/organizzazione/organi-di-indirizzo-politico-amministrativo/attestazioni-2014.html

Potete trovare almeno due consiglieri comunali in possesso di azioni di una delle quotate in borsa oggetto della deliberazione in aula.

Il segretario generale non ha dato risposte. Il presidente del consiglio non ha tutelato l’aula e il voto in aula.

Le responsabilità sono da attribuire interamente a loro per questo ennesimo errore! GRAVE!

Luca Ceruti

Movimento 5 Stelle

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Ex Consigliere Comunale Comune di Como

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