Bilancio partecipativo – 22/11/2014

Il Bilancio Partecipativo è, attualmente, una meta inscritta nei desiderata di numerosi attori sociali […] Le esperienze di Bilancio Partecipativo portano la promessa, a livello del vissuto e dello sperimentato, di affrontare le questioni strutturali della società […] La realizzazione di queste promesse si trova sottomessa all’influenza delle congiunture economiche e politiche più ampie.Rif EXPERIÊNCIAS DE ORÇAMENTO PARTICIPATIVO NO BRASIL – PERÍODO DE 1997 A 2000 Ana Clara Torres Ribeiro, Grazia de Grazia, Petrópolis: Fórum Nacional de Participação Popular/ Editora Vozes, 2003.

Abbiamo fatto approvare questa mozione: Mozione+Cons.+CerutiMozione+Cons.+Ceruti+su+Bilancio+partecipato+e+trasparente+-+P.to+n.+74-2013+O.d.g.+su+Bilancio+partecipato+e+trasparente+-+P.to+n.+74-2013+O.d.g. primo passo verso il bilancio partecipativo a COMO

Premessa

La democrazia diretta o partecipativa è la forma di democrazia nella quale i cittadini sono chiamati  direttamente sia a legiferare sia ad amministrare il bene pubblico.

Il concetto di “democrazia diretta” si contrappone al concetto di democrazia rappresentativa, dove i cittadini delegano il proprio potere politico a dei loro rappresentanti (parlamentariministri) pubblicamente eletti tramite elezioni.

Fra gli strumenti per esercitare l’azione di democrazia diretta oltre al referendum che può essere  abrogativo (art. 75), costituzionale (art. 138), territoriale (art. 132 c. 2),regionale (art. 123, c. 1 c. 3), vi è anche il bilancio partecipativo.

Definizione

Il Bilancio Partecipativo o partecipato è una forma di partecipazione diretta dei cittadini alla vita politica della propria città (democrazia diretta) consistente nell’assegnare una quota di bilancio dell’ Ente o Comune, alla gestione diretta dei cittadini, che vengono così messi in grado di interagire e dialogare con le scelte delle Amministrazioni per modificarle a proprio beneficio.

Cenni Storici

Ecco però che a Porto Allegre in Brasile nel 1989, si è vissuta l’esperienza più celebre di bilancio partecipativo, volta non più a svendere parti di bene, ma si è cercata una via diversa quella della condivisione di idee,   , preparazione di progetti  ,  realizzazione dell’opera il tutto coinvolgendo in prima istanza le persone nelle loro qualifica di cittadini.

Utilizzando lo strumento del Bilancio Partecipativo si è cercato di raggiungere come primo obiettivo l’aggregazione di cittadini, ricreare negli stessi una nuova cultura sociale. Ma soprattutto  e in primis recuperare quel senso del bene comune, senso civico che si è progressivamente perso con ’industrializzazione e la conseguente globalizzazione.

Scopo – Obbiettivo BP

Leggendo la definizione di Bilancio Partecipativo appare più che evidente  che lo scopo sia quello di riportare al centro della quotidianità l’essere umano nella figura di cittadino attento e consapevole, propositivo  soprattutto in alcune delle decisioni che prima venivano assunte dalla politica, prese senza il consenso di chi viveva in quella realtà.

Altro obiettivo è rivitalizzare le periferie che troppo spesso per la carenza di soldi della pubblica amministrazione, sono ignorate e risultano penalizzate nelle innovazioni e nella ordinaria manutenzione.

Causa e motivi

La fame di soldi delle amministrazioni comunali, provinciali e a salire fino allo stato, impone la scelta sempre più frequente di cedere o vendere i “gioielli” pubblici. Il tutto sotto il magico, affascinante, coinvolgente concetto di “scambio di sinergie fra pubblico e privato”. “Scambio” parola che dopo averla pronunciata, ti fa visualizzare l’idea di “qualcosa” di paritetico. Di qualcosa che è fatta ma non per un tempo indefinito, ma un “qualcosa” che ha una sua precisa collocazione temporale.

Balla colossale, il tempo cancella le promesse fatte e quando si cede un pezzo di sovranità è difficile poi riacquistarne la proprietà.

Fatto in questo modo lo scambio di sinergie non ha risultati paritetici, troppo spesso la bilancia pende a favore del privato che ci mete il capitale a discapito di chi subisce l’azione. Oggi si svende un pezzo di strada, domani un monumento dopo domani svendo una  parte della nazione.

Obbiettivo finale

Con l’inserimento del BP nel loro stato, le amministrazioni di fatto non solo riportano al centro della vita della città il cittadino stesso e/o le associazioni presenti sul territorio,  ma lo coinvolgono in prima persona nella realizzazione di precisi progetti.

L’esperienza di Porto Allegre, insegna che in una città di 1,3 milioni di abitanti, dove si è voluto coinvolgerei cittadini nel partecipare attivamente allo sviluppo ed alla elaborazione della politica municipale, si sono evidenziati risultati di tutto rilievo.

Di contro ne ha beneficiato anche la politica, in quanto il cittadino coinvolto vive in prima persona l’esperienza di come sia difficile gestire realmente l’economia dell’Ente. Se ben utilizzato il bilancio partecipativo può essere inteso come uno strumento propedeutico e di supporto alla redazione e predisposizione del bilancio preventivo, non solo ma è anche uno strumento in mano alla politica per ascoltare.

Può servire inoltre anche come strumento di relazione e comunicazione, punto centrale di incontro fra i cittadini e chi li rappresenta, per esporre necessità, problematiche locali, fare conoscere le esigenze di territori di cui l’amministrazione spesso se ne dimentica, serve inoltre a valutare le spese previste nel bilancio e l’operato dell’ente.

Non per ultimo d’importanza, può essere uno strumento per indirizzare le scelte dell’amministrazione sugli interventi pubblici da realizzare o i servizi da implementare o migliorare.

Modalità

Dopo un frazionamento logico del territori, non solo suddiviso fra quartieri, i cittadini che vivono direttamente il quotidiano  di quella parte della città, possono presentare per interesse comune, per interesse di un’associazione o di una causa, un progetto indipendente sia esso culturale, sportivo, educativo, sociale. Questo è un primo punto importante di confronto , condivisione.

Partendo dal volere rivitalizzare alcuni punti città, i singoli quartieri, distretti, ne susseguiranno diversi progetti, forse differenti, magari simili, alcuni uguali, ma nati su diversi terreni per tanto essendo progetti che devono necessariamente essere condivisi per la laor realizzazione, portano a conoscersi e confrontarsi, spesso anche ambienti di diversa cultura.

Esempio  la pista ciclabile o il tracciato di jogging, che può interessare la periferia in cui abita l’operaio e il centro in cui abita l’impiegato e l’imprenditore, ma usufruibile da entrambi ceti sociali.

Con la presentazione dei progetti, il decidere insieme quello meritevole, il seguire lo svolgersi dei lavori, porta inevitabilmente al modificare le proprie esigenze, valutandole nel complesso della comunità a cui si appartiene, non solo per il singolo interesse ma per il bene collettivo.

Temporalità

Stabilita la cifra messa a disposizione per il progetto, o i progetti meritevoli,destinando una parte delle entrate, al fine di realizzare dei progetti il più condivi, il gruppo, associazione, di cittadini , ne segue in prima persona il procedere dei lavori di realizzazione.

Conseguentemente ecco che nasce una ritrovata solidarietà, partecipazione, complicità con un unico fine, la realizzazione del progetto.

Inevitabilmente vi sarà una ricaduta positiva per una totale partecipazione fra gli stessi attori, sia con riunioni pubbliche che virtuali, un nuovo confronto fra vari strati sociali, conseguentemente un diverso modo di vivere e intendere la città stessa, con il solo obiettivo renderla più a misura d’uomo.

Conseguenze

Migliore utilizzo delle risorse pubbliche in quanto la realizzazione di progetti condivisi, porta ad un maggiore rispetto, manutenzione e tutela di quello che INSIEME si è costruito. Di primo impatto, dopo l’esborso iniziale del comune si dovrebbe beneficiare di minori interventi, proprio a causa della maggiore attenzione  ad esso riservata.

Un migliore utilizzo dell’area oggetto dell’intervento, porta immediati benefici anche sulla qualità della vita in quella particolare area, oltre ad una miglior apprezzamento di come l’attività politica interviene sulla vita del cittadino.

Una migliore qualità di vita, comporta indirettamente anche benefici sulla salute, conseguentemente minor interventi sul piano sanitario, minore spesa pubblica.

Considerazioni finali

E’un processo di cambiamento culturale e civile lungo e difficile, ma l’esperienza di chi ha già intrapreso questo percorso non può che spronarci a proseguire su questa strada, affiancando questo processo lo strumento referendario, per un sempre maggiore coinvolgimento del cittadino nell’amministrazione e nel rispetto della propria città, della propria regione del proprio territorio.

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Ex Consigliere Comunale Comune di Como