Celebrazioni

Lo Zuccone è il nome popolare della statua del Profeta Abacuc di Donatello risalente ai primi decenni del 1400, i toscani si sa hanno a volte uno spirito assai pesante, e così il buon profeta biblico viene da tutti indicato col poco rispettoso epiteto che deriva dalla sua testa calva.

Ogni monumento è una celebrazione.

Ogni monumento acquisisce necessariamente un nome.

Può avere un nome che gli è stato dato al momento della posa, oppure un nome che ha assunto per tradizione… o per celia come per il saggio Abacuc; ma al di là del nome con cui viene indicato ogni monumento celebra qualcosa…

Il monumento a Volta nella omonima piazza celebra il genio di Volta. Così il faro di San Maurizio e il Tempio Voltiano…

Il monumento a Garibaldi in piazza Vittoria celebra le vittorie lariane del condottiero riproducendone l’effige in bronzo…

Il Monumento alla Resistenza Europea di cui vi ho parlato nel precedente articolo è di una categoria particolare, è un’opera di arte astratta e non è dedicato ad un singolo evento o ad una singola persona ma ad una categoria intera dello spirito umano.

Esso celebra la Memoria di un’epoca di spaventosa fascinazione per la violenza ed è stato eretto in onore di tutte le persone che vi resistettero eroicamente per ricordarne il valore e il sacrificio… e perché tutto quell’orrore possa mai più ripetersi.

Comunque sia ha un nome:

Monumento alla Resistenza Europea appunto.

Nei giorni scorsi è stato usato come magazzino per della roba che “giustamente” non poteva ingombrare il cantiere per la posa di un altro monumento… quel The Life Electric di Daniel Libeskind che tra pochi giorni verrà innaugurato (pur incompleto) sulla diga foranea.

Attenzione: Libeskind non ha fatto una sola saldatura ne un colpo di martello di tutto quell’arnese… si è limitato a disegnarlo!… Mica può sporcarsi le mani di polvere come un Raffaello o un Michelangelo qualsiasi!!! I grandi artisti contemporanei creano! Loro sono Dei, mica si imbrattano di vernice come quei quattro poveracci del rinascimento … !!!

Senza dilungarmi troppo vorrei suggerire un nome al nuovo artefatto.

Non è un bel nome, so già che la vox populi ne produrrà di più efficaci, ma ha il pregio di descrivere molto bene lo spirito dell’opera…

Monumento all’Arroganza Comasca.

Contrapposto in linea retta tracciata dalla diga al grande Monumento alla Resistenza Europea (che spero mai più verrà sfregiato dall’indifferenza dei comaschi che hanno tollerato per settimane il suo uso come parcheggio) il Monumento all’Arroganza Comasca ci ricorderà quanto lontani siamo evolutivamente da quello stato di cose in cui non saranno più i rapporti di forza bruta, ma solo la forza delle idee, a regolare il nostro convivere civile.

4200 cittadini comaschi hanno firmato per potersi esprimere in un referendum che non si farà mai! Molti cittadini (tra cui lo scrivente) hanno raccolto pazientemente in un freddo inverno le firme necessarie e fatte certificare regolarmente… ma… ma tutto era già stato deciso come nei cieli danteschi dove “si puote quel che si vuole…”

Meditate per favore se questa è ancora definibile “democrazia”.

Fulvio Valsecchi

 

 

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