Dove pescare nel lago di Como (e dintorni)

Cari Amici
A meno che si faccia il giornalista per lavoro (pagato) e si debbano dare le notizie che ci vengono richieste, di qualsiasi tipo siano e possano essere utili a riempire gli spazi. A meno di essere un blogger grafomane e voler dar conto di ogni cosa anche la meno seria e rilevante. A meno di tutto questo scrivere di Como è diventato una fatica quasi insopportabile.
Ogni giorno si verifica qualche disservizio e le cause sono sempre quelle, cause che non vengono mai rimosse.
Le cause risiedono maggiormente nella poca professionalità delle persone che dovrebbero farsi carico dei problemi via via emergenti e prevenirli nel limite del possibile.
Ma queste cause sono (sembrano) impossibili da rimuovere e dunque si finisce sempre a parlare delle stesse identiche cose, si finisce soltanto a parlare, parlare, e al massimo mettere, magari con estremo ritardo, magari in modo raffazzonato, una posticcia pezza ai problemi.
La vicenda del “battello spazzino” è una di queste faccende annose e deprimenti che fa da esempio per tutte…
Ricorda il vecchio adagio comasco: “L’è tua, l’è mia, l’è morta a l’umbrìa” ovvero mentre si chiacchiera i problemi da semplici diventano sempre più gravi fino al limite estremo in cui si fanno irrisolvibili.

Ticose, Paratie, Campus universitari che non si faranno mai… le cose che sapete tutti fanno parte del catalogo delle cose “morte all’ombra” mentre se ne discutevano le competenze e le responsabilità, il “è tua, è mia…” del detto.
Invece di scrivere, scrivere, scrivere, e parlare, parlare, parlare forse sarebbe il caso di costringere a lavorare chi ha il dovere di farlo. Ma questo è compito della politica, e la politica a Como, come ho già più volte scritto sembra essersi estinta.
Sopravvive solo nella sua forma fossile, cioè come mera forma.
Come Movimento Cinque Stelle lavoriamo quotidianamente per una forma di gestione della cosa pubblica che superi queste deficienze e impedisca il loro riformarsi perpetuo, lavoriamo per una politica viva.
Se leggete pochi articoli a settimana su questo sito è perché poche persone attualmente vi scrivono e, quelle come me che lo fanno, non amando la ripetizione delle cose già dette. Vedendosi invece costrette invece a rimarcarle all’infinito soffrono un tedio a sua volta infinito.

Inoltre il lago di errori, omissioni, pasticci, disastri veri e propri è talmente vasto che si finisce per non saper più davvero dove pescare, nel senso che non si sa più a cosa dare importanza e a cosa meno.
Vi invito a scrivere le vostre impressioni nei commenti e, se volete a proporvi come redattori.
La paga è ottima (zero), le soddisfazioni abbondano (vicine allo zero), ma almeno nessuno vi stressa se scrivete solo qualche riga a settimana.
Come ben sapete, pur essendo agnostico amo citare le scritture sacre, e allora beccatevi questa evangelica sulla necessità dell’attivismo: “La messe è grande ma gli operai sono pochi” (Luca 10-2).
Stessa ramanzina arriva da Gesù col “discorso della vigna”.
Lì si parla di fede ma il discorso vale per qualsiasi ideale, anche quello più laico che interessa a noi… e quindi la vogliamo fare questa buona e abbondante vendemmia di libertà e democrazia?