Gordon Gekko va in pensione

Graecia capta ferum victorem cepit
(La Grecia conquistata vinse il selvaggio conquistatore).
Orazio

Alleluia!
Ci volevano i greci per risolversi ed archiviare nella fossa della Storia i “favolosi” anni ’80 coi figlioli degeneri che ne seguirono.
Ci volevano le “lacrime e sangue” di una depressione economica schifosa, rapportata alla ricchezza accresciuta di pochi (i soliti pochi) per tirare fuori il coraggio di una scelta come quella del popolo greco.

Poca importanza ha ora (mentre scrivo) se Syriza abbia più o meno i 151 seggi necessari a governare da sola.
Quello che conta è che, a differenza dei pessimisti più duri, la Storia non si è fermata, ma di questo non avevo dubbi.

Adesso seguiranno mesi di urla e strepiti e i greci dovranno solo stare attenti alle vecchie manovrine schifose stile CIA
Intanto alea iacta est e, se insisto ad usare il latino è solo per rimarcare la comune radice culturale che da 2000 anni ci lega all’Ellade

I Romani conquistarono la Grecia ma erano dei bru, bru.
Abilissimi guerrieri, culturalmente erano uno zero.
La Grecia vinta gli impose la sua cultura, che da allora fiorì anche nel mondo Romano producendo secoli di meraviglie.

Non so se il paragone sia più o meno tirato per i capelli, in fondo sono secoli che la Grecia non esprime più quell’incredibile fioritura di genii che caratterizzarono l’epoca precristiana.
Certo è che per noi italiani collettivamente pisciasotto è un bel lancio se volessimo veramente liberarci del fiero vincitore attuale.
Che non è la Germania, badate bene, è qualcosa di più potente e pervasivo. è l’ideologia del libero mercato che tutto può e tutto fa bene.

La Storia siamo noi, attenzione: nessuno si senta escluso”, disse un grandioso poeta.
Da oggi il compito ci è facilitato,

sapremo esserne all’altezza?

Meditate
fulvio

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