Il coraggio di dire basta!

Cari amici

La battaglia legale per i lavori di adeguamento degli impianti (antincendio e poco altro) del “monoblocco” del vecchi Sant’Anna è finita.
Sono occorsi ben quattro anni per assegnare l’appalto, tra corsi e ricorsi, aggiudicamenti e annullamenti… carte e contro cartacce…
L’impresa di costruzioni Nessi & Majocchi aveva fatto ricorso sull’aggiudicazione dell’appalto avviando la procedura legale ora conclusa.
Il Consiglio di Stato ha infine dato il via libera ai lavori aggiudicati all’azienda valtellinese Sandrini Costruzioni e la vicenda sembra conclusa. Paolo Moretti e Michele Sada, cronisti della “Provincia” nel loro articolo di oggi non esitano ad affermare che:
“La storia dei lavori al monoblocco è un incredibile groviglio all’italiana”. Credo sia il caso di riflettere seriamente su questa affermazione.

La Giunta comunale di Como a giorni si troverà a decidere il da farsi in merito alla proposta di realizzazione di un autosilo sotto viale Varese.
Ancora una volta troviamo protagonista l’impresa Nessi & Majocchi che ha presentato il progetto di cui abbiamo già lungamente discusso.
Giampiero e Angelo Majocchi si permettono questa affermazione:
“Andremo anche a valorizzare (sic!) le mura, oggi la zona non è in buone condizioni, basta guardare i giardinetti e le recinzioni”.

Non la trovate fantastica?!
Andranno a valorizzare le mura buttando tutto all’aria e cementificando?
Valorizzeranno i giardinetti rimuovendo (con la motosega molto probabilmente) alberi ventennali e scavando sotto le radici di alberi ancora più grandi, bellissimi carpini, platani, aceri, alberi stupendi alti anche venti metri, facendoli con ogni probabilità crepare danneggiandone le radici, scavandogli la terra dal di sotto!

Non si spingeranno oltre i quattro metri di profondità per non danneggiare eventuali reperti Antico Romani…dicono candidamente…

A parte il fatto che con tutto il casino che comporta un lavoro di scavo del genere, se ci sono reperti fragili andranno irrimediabilmente danneggiati e perduti ben oltre i quattro metri di profondità, a parte questo, nei prossimi anni, con il miglioramento della tecnica si potrebbero rinvenire in quella zona meraviglie sepolte di venti secoli fa, dico “si potrebbero” perché con sopra una soletta di calcestruzzo armato, ciao rinvenimenti futuri…! Siete daccordo che stiamo molto probabilmente svendendoci un patrimonio artistico?
Parlano delle recinzioni… e di cosa…? Del giardinetto per i cani? Quattro, cinque metri di rete metallica?
Ma per favore: non siamo tutti commercianti e albergatori per barattare un viale giardino con quattro miserabili parcheggi!
Veramente non capisco fin dove vogliano arrivare…

Comunque scelga il l’Amministrazione comunale sappiano tutti costoro che la battaglia legale che ingaggeranno le associazioni di cittadini perché non si realizzi questo ennesimo sfregio ad una delle più belle città italiane sarà assai più dura e radicale di quella appena terminata con l’aggiudicazione dell’appalto all’ex Sant’Anna.
Se (come spero) ne avrò la forza sarò tra i primi promotori di un comitato di salvaguardia del giardino sotto le mura.

Forse è davvero ora di porsi dalla parte del puro buonsenso e con fermezza riprendere in mano il disegno di una città da vivere.
Adesso come adesso, spiace dirlo Signor Sindaco Lucini, Como appare solo e soltanto come una città dove attuare speculazioni economiche.

Vi chiedo un favore personale: fatevi una passeggiata in Viale Varese lungo le mura, anche adesso che sono spoglie di vegetazione.
Immaginatele tra due mesi nel pieno della primavera, poi immaginate ruspe, betoniere, trivelle, via vai di camion…
Infine immaginate di sostituire quello che vedete con quel tristissimo panorama da rendering tutto finto e plastificato…
Fatelo se potete, fatelo per me che provo un dolore persino fisico al pensiero della distruzione (perché di distruzione si parla) di tanta bellezza.
Vi ringrazio di cuore in anticipo se lo farete…

E… mi raccomando, poi passate parola!

fulvio

I commenti sono bloccati.