il denaro dei cittadini in mano ai cittadini

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Mozione+Cons.+Ceruti+su+Bilancio+partecipato+e+trasparente+-+P.to+n.+74-2013+O.d.g.
L’esperienza più celebre di bilancio partecipativo si è avuta a Porto Alegre (Brasile), città di 1,3 milioni di abitanti. L’esperienza di Porto Alegre ha avuto inizio nel 1989.

Il fine era quello di permettere ai cittadini di partecipare attivamente allo sviluppo ed alla elaborazione della politica municipale. Su questo modello si sono poi sviluppate le prime sperimentazioni di bilancio partecipativo in europa.

Quella del Bilancio Partecipativo è una mozione che segue una linea politica che nel M5S è chiara sin dalla nascita e che intende promuovere e favorire la partecipazione diretta dei cittadini alla vita politica.

Il Bilancio Partecipativo segue quindi la nostra proposta, già accolta da questa Amministrazione, dei Consigli di Partecipazione. Questi sono un tassello fondamentale affichè si possa attuare e realizzare questo quadro di massima partecipazione cittadina.

Con i consigli di partecipazione intendevamo proprio andare nella direzione di un sempre maggiore coinvolgimento e successiva condivisione degli stessi cittadini alle scelte politiche locali, soprattutto per quanto riguarda il bilancio preventivo che ricordiamo prevede le spese del triennio.

Ribadiamo una partecipazione attiva e non più passiva, nelle scelte fatte dalla politica.

Con il Bilancio Partecipativo vogliamo andare verso un percorso di dialogo sociale toccando il ‘cuore’ economico/finanziario dell’amministrazione.

Ci rendiamo conto, di proporre con questa mozione un cambiamento importante ma siamo anche consapevoli che si tratti di una strada assolutamente percorribile.

Molti Comuni, per esempio, consentono che gruppi di cittadini possano incidere su una certa percentuale del Bilancio comunale. A Porto Alegre si è partiti dal 10% del bilancio comunale fino ad arrivare gradualmente al 25%.

L’esperienza è datata ben 25 anni fa.  Dovrebbe essere presa assolutamente di esempio e ricordiamo che stiamo parlando di una città di 1,3 milioni di abitanti!

Da molti anni i cittadini vedono mal gestiti i propri denari da amministrazioni che hanno compiuto scelte a dir poco scellerate. Pensiamo alle inchieste sui consiglieri regionali, su Expo, ma credo che anche i cittadini comaschi abbiamo qualcosa da dire sulla gestione dei propri soldi, basti pensare all’autosilo val mulini, alla  ticosa e al lungo lago…

Il difficile momento che stiamo attraversando ci impone delle scelte, ci impone il coraggio di cambiare guardando avanti, condividendo con i nostri concittadini il futuro della città.

A questo punto, è assolutamente necessario cambiare, con l’obiettivo preciso di mettere a disposizione dei cittadini strumenti nuovi, semplici e comprensibili per informare e coinvolgerli nelle scelte che li riguardano.

Con questo scopo la mozione prevede la pubblicazione online dei dati di bilancio in maniera chiara e facilmente comprensibile.

E sempre in quest’ottica, il nostro emendamento al regolamento di contabilità richiedeva la pubblicazione Online del bilancio.

E’ in questo modo che un’amministrazione si sottopone con trasparenza  – e  si auspica con serenità – al giudizio dei propri datori di lavoro e chiede indicazioni sulle decisioni da prendere.

Con questi strumenti l’amministrazione ha la possibilità di evidenziare la propria efficacia ed  efficienza.

Partecipare vuole quindi dire essere parte attiva di un processo che parte dall’acquisizione delle informazioni, dalla consapevolezza dei problemi per arrivare all’elaborazione condivisa delle proposte da attuare.

Il bilancio partecipativo è una delle forme di partecipazione in cui è possibile incidere sulla destinazione delle limitate risorse finanziarie pubbliche e pertanto sulle priorità da assegnare agli interventi e opere pubbliche, ma è anche il luogo in cui analizzare il difficile contesto economico nazionale e internazionale che stiamo vivendo e infine per approfondire gli effetti sul bilancio di previsione del nostro Comune da parte della Legge Finanziaria che il Governo sta elaborando.

È uno strumento per una trasformazione culturale che ambisce a coinvolgere sempre più frequentemente i cittadini e le cittadine nella formulazione dei documenti di programmazione economica e finanziaria e nella distribuzione delle risorse pubbliche.

Vogliamo che il Bilancio Partecipativo si affermi come pratica innovatrice della gestione urbana, dimostrando di avere un potenziale enorme, capace di promuovere i principi della buona governance urbana, soprattutto di riavvicinare la cittadinanza alla politica.

Noi riteniamo che attraverso l’utilizzo corretto di questo strumento si possa:

  • migliorare la trasparenza della spesa pubblica e stimolare la cittadinanza a partecipare attivamente all’assunzione di decisioni concernenti le risorse pubbliche;
  • favorire l’aumento delle entrate comunali;
  • attivare meccanismi di redistribuzione degli investimenti, destinandoli alla realizzazione delle infrastrutture di base nei quartieri più disagiati;
  • rafforzare le reti sociali e aiutare a mediare le disparità esistenti tra i funzionari, i rappresentanti eletti e la società civile.

Con lo strumento dei Bilanci Partecipativi e soprattutto rafforzando la partecipazione cittadina alla distribuzione delle risorse pubbliche, si possono creare quindi dei processi positivi per la costruzione di città più inclusive, in cui gli strati sociali tradizionalmente emarginati possano finalmente uscire dal circolo vizioso della propria esclusione.

Il bilancio partecipativo può e deve essere inteso come un utile strumento propedeutico e di supporto alla redazione e predisposizione del bilancio, riteniamo possa rappresentare anche e soprattutto uno strumento di ascolto, uno strumento di relazione e comunicazione, perché permette ai cittadini di presentare le loro necessità ed esporre le problematiche locali, dei quartieri, della periferia, troppo spesso ignorati , di valutare le spese previste nel bilancio e l’operato dell’ente, di indirizzare le scelte dell’amministrazione sugli interventi pubblici da realizzare o i servizi da implementare o migliorare.

Possono cioè partecipare alla previsione di investimento, influenzare le scelte e priorità politiche e quindi “decidere” attivamente le politiche future.

Il bilancio partecipativo serve alla politica per ascoltare i cittadini.

Il bilancio partecipativo è anche uno strumento di rendicontazione sociale, perché prevede momenti e materiale di informazione rivolti alla cittadinanza, riguardanti l’operato dell’ente fatto e che andrà a fare, gli investimenti fatti e gli interventi previsti.

E’ un esempio pratico di democrazia partecipativa e diretta, e ne diventa uno strumento indispensabile, dato che l’attuabilità di politiche e la fattibilità di interventi sul territorio sono determinati dalla copertura finanziaria e dalla possibilità di effettuare investimenti economici.

Esso rappresenta “uno strumento privilegiato per favorire una reale apertura della macchina istituzionale alla partecipazione diretta ed effettiva della popolazione nell’assunzione di decisioni sugli obiettivi e la distribuzione degli investimenti pubblici, superando le tradizionali forme solo ‘consultive’ e creando un ponte tra democrazia diretta e quella rappresentata”.

La richiesta di utilizzare questo nuovo strumento, oltre alle motivazioni sopra evidenziate, riteniamo possa servire anche per una maggiore responsabilizzazione della cittadinanza e un maggiore senso civico.

In sintesi con il bilancio partecipativo possiamo perseguire degli obiettivi:

  • ricostruire un rapporto di fiducia tra istituzioni e cittadini facilitando il confronto;
  • promuovere attraverso scelte e decisioni condivise, l’attività dell’amministrazione riducendo eventuali conflitti fra i vari attori;
  • rispondere in modo più efficace, alle necessità dei cittadini, e assicurando una maggiore corrispondenza tra bisogni da soddisfare e risorse disponibili;
  • coinvolgere i cittadini nel processo nella gestione pubblica attraverso forme di democrazia diretta, con lo scopo di una maggiore responsabilizzazione e rispetto della stessa;
  • coinvolgere i cittadini, attraverso momenti e strumenti adeguati a scegliere come investire una quota delle risorse economiche dell’ente individuando le priorità;

Le richieste dei cittadini non riguardano l’intero bilancio, ma una parte del budget dell’ente, uno o più capitoli di spesa del bilancio che però interessano direttamente la cittadinanza stessa, come per esempio i trasporti locali o le politiche culturali e sociali.

Per questo motivo si potrebbe coinvolgere la cittadinanza per “livelli” o per “temi” partendo da proposte progettuali di cui l’amministrazione dovrà tenere conto al momento della definizione del bilancio oppure a un confronto su come spendere una quota precisa del budget dell’amministrazione, oppure ancora sono chiamati a valutare e votare alcuni progetti o interventi individuati dall’amministrazione, al fine di decidere quale progetto inserire in bilancio e realizzare.

Come potete apprendere dall’impegno richiesto in questa mozione, non si chiede di assumere vincoli stringenti su quote di importi, ma auspichiamo che il vincolo debba essere soprattutto etico e morale.

Che siano i cittadini dopo opportuna informazione a decidere a chi destinare importi più o meno cospicui.

Che siano i cittadini tramite strumenti messi a loro disposizione a vigilare e verificare che quegli importi vengano  effettivamente spesi secondo le indicazioni e gli accordi.

Che siano i cittadini a valutare se i politici votati per rappresentarli li abbiano effettivamente rappresentati.

Se un’amministrazione è certa del proprio buon operato, non avrà sicuramente dubbi o timori nell’accogliere una mozione che non vuole far altro che mettere nelle mani dei cittadini un potere concreto e soprattutto i soldi della comunità, troppe volte considerati proprietà della politica.

Il denaro non è dei politici, Ridiamo il denaro in mano ai cittadini!

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Ex Consigliere Comunale Comune di Como

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