La corda troppo tesa si rompe

Emergenza.
Emergenza e’ la conseguenza di un avvenimento non previsto e non prevedibile.’
Come allora si può ancora parlare di emergenza immigrati dopo tutto questo tempo, questi anni,oltre 10 dal trattato di partenariato con il nord Africa ratificato dalle EU , in cui si parlava di democratizzazione della fascia sahariana, premessa per l’ esportazione di fatto della “guerra democratica”?
Durano poco meno di 24 ore forse due giorni, nelle nostre menti, lo scorrere di immagini come quella del piccolo Aylan riverso sulla spiaggia di Bodrum l’anno scorso, dei barconi strapieni di esseri umani, le immagini dei morti che galleggiano nel Mediterraneo, dei barconi affondati contenenti con cadaveri, cibo per pesci …
Quelli pero’ che riescono ad attraversare il canale di sicilia, approdare sulle isole greche, diventano numeri, che si trasformano in centinaia, poi migliaia di euro.
Un vorticoso giro di soldi, soldi, soldi. Se ne sono accorti in tanti, tanto da andare a prenderli appena fuori dalle 12 miglia di acque territoriali della Libia.
Milioni di euro, fondi europei e non solo, che danno vita all'”economia del povero”‘ “business of poor”, su cui si scagliano i voraci famelici predatori di ogni razza, colore, etnia, passando dalla criminalità’ organizzata straniera locale a quella internazionale, che troppo spesso è collusa con la politica, alla chiesa, fino alle associazioni umanitarie , che di umano poco hanno.
Soldi che rimessi in circolo aumentano il famigerato PIL.

Che sia questo il vero motivo per cui si continua ad affrontare questo costante esodo biblico come emergenza , interrotta solo dalla variazione delle condizioni metrologiche, senza una seria programmazione, in modo approssimativo, con superficialità.
Un fenomeno che è fuori controllo, tanto da costringere i governi europei, come unica soluzione l’erigere a propria protezione reticolati, muri, chiudendo le frontiere. pagare al Turchia, nota per il suo pugno di ferro nel trattare questi “scocciature” , per creare campi profughi fuori dalle sue frontiere in Asia. I nuovi campi lager che tutti sanno esistano, ma nessuno denuncia.

Ogni nazione si è costruita con il proprio ostacolo, ha ripristinato la propria frontiera dai Balcani alla Macedonia, all’Ungheria,Austria, Spagna, a cui si stanno aggiungendo Serbia e Croazia, senza dimenticare Calais e il canale della manica che di fatto aveva già isolato la Gran Bretagna dal resto dell’Europa, anche prima della famigerata Brexit.
Tutti gli stati terrorizzati dalle moderne armate di poveri in fuga.
Il trattato di Schengen, non è più valido, vale solo per la circolazione dell’euro e forse delle merci, solo “Business”, quello con la B maiuscola.

Il principio della libera circolazione delle persone su cui si basa l ‘Europa Unita, non vale più, si sta sgretolando di fronte al “ proprio nazional protezionismo”, i muri eretti, simboli, che ci riportano drammaticamente agli inizi della seconda guerra mondiale.
Il povero spaventa quando vuole sedersi vicino a noi, cercando pure lui di abbuffarsi alla grande tavola del benessere, del consumismo.
Lo stesso povero però che non incute timore quando resta nella sua patria a servire il ricco occidente, con la sua mano d’opera a basso costo, per la produzione di merce poi spacciata per produzione locale, per testare nuovi medicinali, per verificare l’efficienza di nuovi armi, sulla propria pelle.

La corda troppo tesa si rompe.

Non ci si rende conto che ogni profugo immigrato che viene respinto alla frontiera , domani puo’ divenire un potenziale kamikaze, un attentatore un terrorista.
I profughi respinti e costretti a bivaccare nei prati sugli scogli, nei campi incolti, sotto l’acqua e sotto il cocente sole, non dimenticano il trattamento loro riservato, questo dobbiamo non scordarlo.

Le pene che facciamo loro passare, non saranno dimenticate con un pasto caldo, una coperta o una bottiglietta d’acqua.

In questi giorni , grazie a Dio o come dicono i musulmani “inch’Allah” non piove a Como, per cui una neonata di un mese e mezzo di origine eritrea dorme con la sua famiglia nel parco sotto la stazione di San Giovanni, respinta nel suo migrare con la madre verso la Germania, da inflessibili novelli Guglielmo Tell guardie ross ocrociate .
Respinti perché , i civile cittadini elvetici non vogliono che si calpesti il loro suolo, terreno riservato solo a chi porta denaro nelle loro banche, poco importa che poi possano essere evasori fiscali, truffatori, delinquenti, mafiosi internazionali, l’importante è che siano in possesso di carte di credito platinate, con saldi sui conti correnti importanti.
Gli immigranti sono solo persone in transito povere, non voglio richiedere asilo politico, sono lo 0,0001%, della popolazione svizzera che conta poco meno di 8.000.000 persone, se anche chiedessero di restare non influirebbero poi più di quel tanto, una goccia nell’oceano … perché non li lasciano passare?
Perchè si ha paura di cosa potrebbe accadere “domani”, paura che possano deturpare l’incantato paesaggio svizzero.

Ma la politica nazionale, regionale, comunale, dove e’?

Come ci si sente, cari assessori, ad avere immobili liberi, ex san Martino, Caserma de Cristoferis, case di proprietà sfitte e lasciare a questi ultimi, come coperta le stelle, il cielo, come mura gli alberi, in condizioni pietose, senza servizi igenici, in condizioni in cui nemmeno i nostri cani teniamo!!

Se non cambiamo approccio nell’affrontare il problema, oggi, dei profughi, di chi cerca lavoro, nei prossimi come faremo ad affrontare quel flusso di giovani in cerca di lavoro.
Le guerre iniziano e finiscono , le guerre che si è voluto esportare per democratizzare l’area sub sahariana, come iniziate finiscono.
La fame, la scarsità di acqua, la richiesta di lavoro, quella non si esaurirà mai, quella no.
Non dimentichiamo.
Le sole Nigeria e Etiopia avranno nei prossimi 20 anni una forza giovani fra i 20 e 30 anni che si metteranno in movimento se non si creano le prospettive di sviluppo, di lavoro in questi due paesi, sono pari a circa 65.000.000 di giovani, ( art. fatto quoitidiano ).

E’ per la stessa sopravvivenza dell’europa che si deve trovare una soluzione nel breve periodo, non si può più rimandare, diversamente non solo dovremo imparare a convivere con il terrorismo, ma potremmo andare in contro a una nuova guerra mondiale.

Marino

About Luca Ceruti (431 Articles)
Ex Consigliere Comunale Comune di Como

I commenti sono bloccati.