La giostra di Giulio Cesare

Il mio omonimo Marco Fulvio Flacco, console romano nel 125 a.C. fece costruire quella che divenne nota come via Fulvia e che collegava Asti e Torino attraverso il territorio di Poirino.

2130 anni fa i romani facevano strade in tutto l’impero, alcune delle quali tutt’ora esistenti e visitabili nei tratti conservatisi.

Duemilacentoquindici anni fa nasceva Caio Giulio Cesare.
In onore della origine romana (Novum Comum) Como gli ha dedicato una via.

Duemilacentotrenta anni dopo la costruzione della via Fulvia il comune di Como ha messo dunque mano al viale dell’Imperatore e, nonostante che a differenza del mio omonimo avo avesse a disposizione la tecnologia del 21° secolo, non ha perso l’occasione per fare un pessimo lavoro.

Le montagne russe, la giostra su rotaie coi carrellini che vi fanno provare ebrezza percorrendo ripide colline e curve mozzafiato non deriva il suo nome dalle montagne della Russia come si sarebbe portati a pensare, anche perché in Russia non è che ci siano montagne particolari.

Il nome viene da una strada nelle vicinanze di San Francisco piena di curve a gomito.
Per gli statunitensi abituati a rettilinei di 1000 chilometri, percorrere quella strada su un veicolo era considerata un’attrazione: da qui il nome dato alla giostra da Luna Park.

Se progettate una “montagna russa” nel senso della giostra il vostro scopo non sarà quello di rendere comodo il tragitto ai passeggeri, anzi! Più li sballottate di qua e di la di su e di giù, più gli imponete repentine accelerazioni e brusche frenate più scenderanno alla fine della corsa frastornati ma contenti!

Se progettate una via cittadina non fatelo: il risultato potrebbe assomigliare all’attuale sistemazione di Viale Giulio Cesare a Como.

Siccome è evidente a tutti che il lavoro è durato tanto, costato tanto e che il risultato è pessimo, al punto che forse richiederà la presenza costante di un vigile, si è tentata, da parte dell’amministrazione la carta del “ma i pedoni ora sono più sicuri”… forse.
A me gli attraversamenti pedonali sembravano sicuri anche prima, il problema casomai sono gli automobilisti incoscienti, ma questa è tutta un’altra storia.

Resta una parte della città trasformata per l’ennesima volta in peggio,
Uno o due dirigenti “puniti” per i ritardi nella realizzazione dei cantieri che sanno tanto di capri espiatori per ben più titolate autorità, e la sensazione sgradevole che, finché avremo questa amministrazione non potremo sperare in nulla che abbia un senso urbanistico utile e compiuto, realizzato in tempi certi, con costi limitati e sopratutto in luoghi dove veramente servono interventi. Non certo nelle aiuole di un viale che avrebbe richiesto al massimo un poco di manutenzione e un po’ più di segnaletica orizzontale e di illuminazione notturna.

La prossima puntata sarà la peggiore, siete avvisati: si chiama rifacimento della Piazza Volta e di via Garibaldi, indispensabili visto che via Bernardino Luini (solo per citarne una del centro) è notoriamente un perfetto biliardo, si ma di quelli con sei buche ogni due metri quadri!

Meditate sul modo di far dimettere al più presto chi dimostra quotidianamente la sua inettitudine: del siluramento dei dirigenti non ci possiamo accontentare, la responsabilità maggiore è politica. Che paghino per il loro errori.
Cicerone, visto che siamo un po’ sul tema degli antichi romani, avrebbe detto: “Quousque tandem abutere, Lucini, patientia nostra …?!”
Fino a quando dunque, Lucini, abuserai della nostra pazienza?!