Libertà di informazione

18 Maggio 2015

Cari Amici
Mettiamocelo bene in testa:
Se non diamo spazio ai nostri canali di divulgazione, se aspettiamo che i grandi media, stampa, radio e televisione ci informino correttamente su ciò di veramente importante accade nella nostra Italia, se ci limitiamo a smanettare Facebook credendolo un canale di informazione, cosa che è solo in minima parte, rimaniamo condannati a sorbirci quotidianamente “errori di stampa”.

Oggi sulla “Gazzetta dello Sport” quotidiano del gruppo RCS a larghissima diffusione nazionale, si parla (nelle pagine finali dedicate a notizie non sportive), della legge votata ieri sull’abolizione dei vitalizi ai condannati affermando che “colpisce i reati superiori ai due anni”.

Falso: colpisce solo alcuni reati (non tutti quindi) per esempio non il falso in bilancio, e solo se superiori ai sei anni di pena.
Questa è la motivazione principale dell’opposizione del Movimento Cinque Stelle al testo approvato ieri.
Questo il motivo della nostra astensione della nostra protesta.

Capirete che che per chi legge una frase dove si dice che il Movimento Cinque Stelle si oppone ad una “legge che abolisce i vitalizi ai condannati a pene superiori ai due anni”, la nostra opposizione suona stonata e velleitaria.

Succede tutti i giorni e, a volte non serve altro che “sbagliare” un numerino per ottenere l’effetto di cambiare radicalmente il senso di una notizia, rendendola, in quanto inesatta, irrilevante ai fini dell’informazione.

Come esempio locale riporto l’editoriale di Mario Schiani su “La Provincia” di un paio di giorni fa che affermava essere inutili le polemiche sulla posa del monumento di (a) Libeskind sulla diga foranea perché la decisione è stata “votata in consiglio comunale”. Niente di più falso: è stata imposta dalla giunta bypassando il consiglio comunale al quale la decisione presa è stata solo comunicata a giochi fatti. Dubito che i giornalisti che tanto si sono occupati dell’argomento ignorino questo importantissimo particolare.

Tocca a noi correggere le affermazioni “errate” diffondendo le nostre repliche con i nostri canali, come ad esempio il sito che state visitando ora.

Se non daremo forza e visibilità ai nostri siti d’informazione, non disponendo il Movimento Cinque Stelle di costosi media, dovremmo accontentarci dei pur ottimi articoli di giornali indipendenti come “Il Fatto Quotidiano” e agli interventi televisivi del suo direttore Marco Travaglio, che svolgono benissimo la professione di informare ma che sono una goccia in un mare di informazione, in particolare televisiva, dove l’errore abbonda.

Vi invito inoltre a non eccedere nell’uso di Facebook che, da strumento di condivisione si è rapidamente trasformato in un mare magnum che tutto contiene e dove tutto affoga allegramente nel chiacchiericcio e nell’irrilevanza.

Fate vivere i nostri canali: se volete commentare fatelo nel sito stesso in cui leggete le notizie che vi sembrano utili e/o interessanti e poi, ma solo poi per favore, eventualmente su Facebook. Non prima e non esclusivamente!

Una corretta e libera informazione (e quella del M5S lo è) risulta indispensabile per contrastare ogni inesattezza pubblicata sui grandi media.

Non mi importa che i commenti ai miei scritti siano (purché urbani) apertamente critici, mi importa leggerli nel sito dove li pubblico!

E questo credo che valga per tutti quelli come me che cercano con il loro modesto apporto di ampliare l’offerta informativa per renderla più democratica e libera possibile.

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