Lotta alle ludopatie

Lunedì 9 marzo in Consiglio comunale si è votato sul “regolamento per l’occupazione degli spazi pubblici”. Il Movimento Cinque Stelle, tramite il consigliere Luca Ceruti ha proposto una modifica (emendamento) al punto 9 dell’articolo 41 che in originale recitava:

Per i dehors associati ad esercizi di somministraztone che dimostrino:
• di non avere installato slot-machine (NO-SLOT) ed espongano apposita vetrofania, viene
applicata una riduzione del l% sul canone dovuto

Dopo tanti discorsi tenuti dall’ottimo Ceruti e da altri consiglieri in varie occasioni sulla pericolosità sociale delle ludopatie, discorsi puntualmente applauditi a scroscio anche da tutta la maggioranza, lo sconto dell’1% che la Giunta andava a proporre sembrava davvero una misera elemosina.

L’1% di sconto proposto a quegli esercizi che non installassero macchinette mangiasoldi
aveva tutta la parvenza di una caramellina al posto di un potente antibiotico contro una febbre maligna, per dirla alla genovese, l’effetto di uno starnuto contro un tuono.
Dopo esserci consultati con il nostro economo, abbiamo presentato un emendamento che richiedeva uno sconto (almeno) pari all’aumento del canone previsto, e cioè del 5%.

La modifica proposta dal M5S, fatti bene i conti, sarebbe costata un minor introito di 10500 € all’anno. (Una cifra inferiore al costo della realizzazione di una piccola aiuola stradale a Como).
Diecimila e cinquecento euro di minori entrate a fronte di un segnale potente che Como vuole cambiare davvero passo ed uscire da una mentalità meramente contabile per cominciare ad occuparsi concretamente del benessere dei suoi cittadini, della sua qualità di vita.

Alla fine, dopo la bocciatura della nostra proposta, ne è stata accettata un’altra proposta dalla consigliera Marzorati che chiedeva che lo sconto fosse del 2,5%.

Chi ritiene che in fondo si sia raggiunta una mezza vittoria da entrambe le parti si sbaglia.
La Giunta ha fatto una pessima figura, e la maggioranza bocciando compatta (consiglieri di area SEL compresi) la nostra proposta ha dimostrato tutta la sua mancanza di una linea etica, il suo corto respiro sui temi sociali, il suo essere un’amministrazione economica e nient’altro.

La concessione finale del 2,5% di sconto non assomiglia affatto ad un atto di presa di coscienza della malattia sociale insita nella ludopatia, non è una scelta dettata da considerazioni etiche particolari, ha solo il sapore di un mercanteggiamento degno della fiera delle vacche, tra l’altro buono solo per salvare, quasi gratis, la faccia di fronte ai media e all’opinione pubblica!
Ben altro avrebbe dovuto essere l’atteggiamento di una Giunta che si definisce di sinistra.

Il Movimento Cinque Stelle continuerà comunque a battersi per una città NO SLOT, sosteneteci!

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