Lupi e agnelli

Sbaglia Luca Ceruti a titolare il suo precedente articolo “Punti di vista”.

Sbaglia perché quella espresso dal capogruppo PD Andrea Luppi a seguito dell’intervento di Ceruti non è affatto una replica alle tesi (al punto di vista) del consigliere 5 Stelle:

Tecnicamente il discorso di Luppi assomiglia di più ad un’omelia, una predica ecclesiale, ma alquanto sdruciola, confusa nelle argomentazioni e pervasa da un buonismo tanto dolce ed eccessivo da apparire stucchevole e fuori luogo. Riassumo il suo intervento per meglio confutarlo:

Comincia col dissociarsi dalle “Sentinelle in piedi” dichiarando di non condividerne le tesi ma, (in un discorso di un membro del PD abbondano sempre i “ma…”) prosegue affermando la liceità del loro pubblico manifestare. Cita il Luppi gli articoli 3 e 21 della Costituzione facendone un simpatico tramezzino al gusto di “bravi tutti e viva il parroco” e dimenticandosi che esiste una precisa gerarchia tra gli articoli della Costituzione della repubblica Italiana. Se nel terzo si afferma “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale… senza distinzione di sesso…” il 21° afferma la libertà di manifestare liberamente le proprie opinioni… di tutte le opinioni certo, ma non di quelle in contrasto con l’articolo 3!

Seguono a ruota libera citazioni (forse apocrife) di Voltaire, la condanna dell’attentato a Charlie Hebdo (vorrei ben vedere!), l’insensatezza di chi chiede in consiglio comunale che non si diano spazi alle manifestazioni fasciste e intolleranti (Ceruti M5S), manca solo qualche citazione delle omelie del Papa, quello vecchio ovvio, (il nuovo è troppo diretto e senza “ma” Piddini), e il quadro sarebbe bello pieno.

Bello pieno di nulla.

Allo stato dei fatti resta la concessione fatta dal Comune di Como (e per l’ennesima volta) ad una frangia oscurantista e contraria alle leggi vigenti della Comunità Europea e dello Stato Italiano di una piazza dove manifestare (sia pur pacificamente ci manchererbbe altro!) concetti ed opinioni che non sono affatto pacifici perché rivelano la volontà di imporre ad altri la morale da essi ritenuta valida.

Fa specie rendersi conto che il punto di vista etico del partito attualmente al potere è così apertamente anfibolo, così bivalente, così aperto a tutto, in particolare credo per paura di mettersi in contrasto con qualche importante centro di potere.

Si, credo proprio che Ceruti abbia sbagliato a titolare il suo articolo “Punti di vista” perché con tutta evidenza il PD non ne ha uno: non ne ha nessuno, o forse centomila.

Da quando si è insediato al potere si è costantemente fatto alfiere di un “relativismo etico” che in realtà è incapacità di scegliere quale tipo di società si vuole essere. Partito post ideologico, il PD è la forma del nulla, che nulla crea, che nulla amministra, teso alla sola propria autoeternazione. La prova stà nel fatto che non sa più nemmeno distinguere i lupi dagli agnelli e in fondo non gli interessa… finché dura!

 

1 Comment on Lupi e agnelli

  1. Fulvio // 27 maggio 2015 a 09:00 //

    Commentate in questo spazio prima di farlo su Facebook per favore.
    Io non sono siscritto a Facebook e non posso vedere i coomenti.
    Grazie!

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