Matrimoni gay e diritti umani

E’ fresca di stampa la recente dichiarazione dal Parlamento Europeo che il matrimonio gay è “diritto umano”.

Così il nostro paese, un tempo avanguardia culturale ,si ritrova a dover inseguire l’Europa per poter ridurre il margine sull’argomento “valori e diritti”; che ha fatto la classe politica che ha guidato il paese in questi ultimi decenni?

La nostra risposta? un grosso ZERO!

Il nostro parlamento riflette come un telo da cinema le avventure in bianco e nero dei personaggi di Guareschi, due schieramenti che recitano le proprie diversità di fronte agli elettori ma poi nell’ombra giocano e sviluppano compromessi col solo obiettivo di perpetuare nel tempo il proprio potere.

Le classi politiche storiche sono troppo impegnate nei loro giochi di potere e rimangono insensibili alla storia, sono prive di analisi e capacità di riflessione sui nuovi fenomeni sociali, e ciò si traduce nel nei vuoti legislativi che, in tempi di crisi delle istituzioni e dei valori, sul vento di preconcetti orchestrati mostrano quei risultati funesti che le cronache riportano.

Sarà miopia o convenienza politica?

Ci chiediamo a cosa serva la politica quando è sterile e incoerente, vediamo il “Partito Democratico” affrontare questi problemi con giocatori senza grinta,li vediamo nei consigli comunali ballaretarantelle ,usare elucubrazioni e tecnicismi per girare attorno a questioni semplici come, ad esempio, il riconoscimento dei registri civili per le coppie di fatto; riescono con la loro consuetudine , con le loro giustificazioni di verticalità istituzionale, a non muovere paglia.

Non vogliono disturbare lobby aromatizzate incenso con cui fare maretta!

Possiamo anche immaginare Scalfarotto all’interno del suo PD costretto a zigzagare per non incrociare i colleghi Teo Dem: magra consolazione il suo decreto, il classico contentino che non smuoverà le acque e non creerà malumori interni.

A livello localistico il PD cerca di fare notizia provando a scrollarsi di dosso la polvere e ci prova mobilitando i propri giovani,  ricordiamo i recenti flash-mob ; forse sono i loro giovani che per l’apatia della loro classe dirigente, che dovrebbe essere loro maestra – se non per merito, almeno per questioni anagrafiche- che cercano di fare rumore per tentare di svegliare i loro dirigenti incartapecoriti ?

I giovani del PD alzassero e contestassero la loro direzione per la mancanza di reattività nei consigli comunali, nella aule del parlamento , per chiedere coerenza ai loro rappresentanti su temi legittimi e di profonda umanità, protezione e diritti per tutte le coppie di genere.

Credibilità signori . Politica e metterci la faccia sui temi caldi non solo il tempo di un selfie!!

Intanto il nostro paese nelle statistiche sul rispetto dei diritti civili persegue e prosegue a rimanere ai margini nella Europa: vedi nella ridente provincia comasca il parroco di Cantù, Don Angelo Perego durante la sua omelia riuscire nell’impresa definendo l’ideologia “gender” ancora più pericolosa dell’IS Impero Islamico! Questo nemico d’altronde è già a casa nostra!

Sostiene lui, lui che non è né omofobo né contro l’omosessualità, che il suo è stato solo un semplice sostegno a tutela della famiglia naturale, quella sì che và difesa!

Diciamo noi che da difendere ci sono i ragazzi omosessuali che ogni giorno sono in cronaca per pestaggi subiti, le minoranze che subiscono aggressioni e torture nel mondo, i bimbi che perdono possibilità di adozione , il mancato riconoscimento legislativo del rapporto affettivo che porta a situazioni assurde come non permettere di rimanere accanto alla persona amata in ospedale perchè non riconosciuti come familiare, fondamentalmente vivere in una società che ti tollera se eviti di mostrare pubblicamente il tuo essere e non ti vuole riconoscere.

Adesso però usciamo dalla nostra provincia e dai chiaroscuri della nostra politica locale e nazionale e proviamo a guardare l’argomento da una prospettiva poco più alta, direi geostazionaria!

Pochi giorni fa , il 12 marzo 2015, a Strasburgo presso la sede del Parlamento Europeo si è proceduto alla votazione per l’approvazione della “Relazione annuale sui diritti umani e la democrazia nel mondo

Relatore è stato tale Antonio Panzeri che ricopre l’incarico di Membro AFET (Commissione Affari esteri) eletto nelle file del PD.

In linea d’aria tra Roma e Bruxelles sono solo 2 ore di aereo ma la politica rende i due luoghi assai più distanti.

Della relazione di Strasburgo riportiamo per sintesi solo le questioni legate al popolo LGBT (Lesbiche-Gay-Bisessuali-Transessuali) argomento di questo articolo. Vi invitiamo a leggere le considerazioni fatte nei punti con molta attenzione perché vi descrivono i problemi che affrontano i cittadini LGBT nel mondo e nella nostra Europa.

Poi, dopo forse, troveremo anche il tempo per parlare delle paranoie dei nuovi fenomeni che troviamo a casa nostra (vedi “Sentinelle in piedi”) come già discusso in precedente articolo.

Relazione annuale sui diritti umani e la democrazia nel mondo

159.  deplora che l’omosessualità sia tuttora sanzionata penalmente in 78 paesi, sette dei quali prevedono la pena di morte (Arabia Saudita, Nigeria, Mauritania, Sudan, Sierra Leone, Yemen, Afghanistan, Iran, Maldive e Brunei), e che in 20 paesi siano ancora configurate come reato le identità transgender; condanna fermamente il recente aumento di leggi discriminatorie e ritiene che le pratiche e gli atti di violenza contro gli individui sulla base del loro orientamento sessuale e dell’identità di genere non debbano restare impuniti; incoraggia un rigoroso controllo della situazione in Nigeria, Uganda, Malawi, India e Russia, dove nuove leggi o recenti sviluppi giuridici minacciano gravemente la libertà delle minoranze sessuali; riafferma il proprio sostegno all’incessante lavoro dell’Alto commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani volto a contrastare tali leggi e pratiche discriminatorie, nonché, più in generale, al lavoro delle Nazioni Unite su questo tema;

160.  sostiene l’idea che il SEAE (Servizio Europeo per l’Azione Esterna, Organo istituito volto ad attuare la politica estera dell’Unione europea UE) debba accordare priorità alle sue azioni in tale ambito e concentrarsi in modo particolare sulle situazioni in cui è in vigore la pena di morte e/o le persone LGBTI sono sottoposte a torture e maltrattamenti, condannando tali pratiche conformemente agli orientamenti dell’UE sulla pena di morte e a quelli in materia di tortura e altri pene o trattamenti crudeli, inumani o degradanti;

161.  accoglie positivamente l’adozione, nel giugno 2013, degli orientamenti dell’Unione per la promozione e la tutela dell’esercizio di tutti i diritti umani da parte di lesbiche, gay, bisessuali, transgender e intersessuali (LGBTI); invita il SEAE e la Commissione a sollevare la questione dei diritti delle persone LGBTI nei dialoghi politici e in materia di diritti umani con i paesi terzi e nelle sedi multilaterali; sottolinea l’importanza che la Commissione e il SEAE continuino a sollevare la questione dei diritti delle persone LGBTI nei dialoghi politici e in materia di diritti e umani e ricorrano all’EIDHR (The European Instrument for Democracy and Human Rights) per sostenere le organizzazioni che difendono i diritti delle persone LGBTI consentendo loro di sfidare le leggi e le discriminazioni omofobe e transfobiche nei loro confronti, sensibilizzando il grande pubblico nei confronti della discriminazione e della violenza subite da persone di diversi orientamenti sessuali e identità di genere e garantendo che sia prestata assistenza di emergenza (comprese l’assistenza psicosociale e medica, le misure di mediazione e di reintegrazione) a coloro che hanno bisogno di tale sostegno;

162.  prende atto della legalizzazione del matrimonio o delle unioni civili tra persone dello stesso sesso in un numero crescente di paesi nel mondo, attualmente diciassette; incoraggia le istituzioni e gli Stati membri dell’UE a contribuire ulteriormente alla riflessione sul riconoscimento del matrimonio o delle unioni civili tra persone dello stesso sesso in quanto questione politica, sociale e di diritti umani e civili;

163.  invita la Commissione e l’OMS a eliminare i disturbi dell’identità di genere dall’elenco dei disturbi mentali e comportamentali; invita la Commissione a intensificare gli sforzi per porre fine alla patologizzazione delle identità transgender; incoraggia gli Stati a garantire procedure rapide, accessibili e trasparenti di riconoscimento del genere, che rispettino il diritto all’autodeterminazione;

164.  accoglie con favore il crescente sostegno politico per la messa al bando della sterilizzazione quale requisito per il riconoscimento giuridico del genere, come espresso dal relatore speciale delle Nazioni Unite sulla tortura, e condivide il punto di vista secondo cui tali requisiti dovrebbero essere trattati e perseguiti come una violazione del diritto all’integrità fisica nonché della salute sessuale e riproduttiva e dei relativi diritti;

165.  accoglie positivamente l’annullamento, nell’ottobre 2013, della legge moldova che vietava la “diffusione di relazioni diverse da quelle contemplate dal matrimonio o dalla famiglia” e invita la Lituania e la Russia a seguire l’esempio della Moldova; si rammarica per l’esito del referendum croato del dicembre 2013, favorevole a un divieto costituzionale dell’equiparazione dei matrimoni omosessuali; sottolinea che un simile referendum si terrà in Slovacchia nel febbraio 2015; deplora che nella ex Repubblica jugoslava di Macedonia sia attualmente all’esame del parlamento un progetto di legge che prevede un divieto costituzionale dei matrimoni tra persone dello stesso sesso; sottolinea che sviluppi di questo tipo contribuiscono a un clima di omofobia e discriminazione; evidenzia che vi è la forte esigenza di migliorare la tutela dei diritti e delle libertà fondamentali delle persone LGBTI, anche attraverso normative sui crimini motivati dall’odio e in materia di antidiscriminazione, e chiede alle autorità nazionali di denunciare l’odio e la violenza per motivi di orientamento sessuale, identità di genere o espressione di genere; ritiene che i diritti fondamentali delle persone LGBTI sarebbero maggiormente tutelati se esse avessero accesso a istituti giuridici quali coabitazione, unione registrata o matrimonio;N.B.
Al referendum in Slovacchia contro matrimonio-adozioni gay ed educazione alla sessualità hanno votato solo il 21,4% : il quorum minimo per la validità era il 50% .

La relazione UE nel suo insieme è stata approvata con largo consenso: 390 favorevoli, 151 contrari e 97 astensioni.

Sul punto delle unioni gay ci sono stati  472 favorevoli, 115 contrari e 46 astensioni

Adesso Vi invitiamo a visionare  e confrontare i grafici  che riportiamo:

  • il primo indica la legislazione nei paesi UE sul riconoscimento completo o parziale di coppie dello stesso sesso
  • il secondo indica il tasso di aggressioni omofobe

matrimoni

Credo sia evidente che è proprio dove manca il riconoscimento dei diritti e la tutela del popolo LGBT il fenomeno della omofobia sia più forte.

Questo grafico illustra invece la situazione di regolamentazione del matrimonio gay e unioni civili nel mondo : l’Italia appare fanalino di coda non solo in Europa.

gay-lesbo-situaz

Come Movimento 5 Stelle siamo attivi da anni sulle problematiche del popolo LGBTI  usando lo strumento del buonsenso, quel sentimento profondo che nutriamo verso i diritti civili in linea con le linee guida espresse dalla UE senza farci frenare da interessi anacronistici e di tipo elettorale. Rimaniamo consapevoli delle difficoltà ma il nostro obiettivo,  lo ribadiamo, è una rivoluzione culturale del nostro paese e la legiferazione in merito.

Noi come Movimento 5 Stelle ci siamo già sul pezzo con due disegni legge:

un progetto di legge recente indirizzato “all’ educazione alla affettività e alla tolleranza attraverso l’ausilio di programmi didattici in contrasto alla omofobia

http://www.como5stelle.com/stelle/wp-content/uploads/2015/02/pdl-educazione-affettività-definitivo.pdf

e  in data 5 aprile 2013 presentando al Senato della Repubblica italiana il

http://www.senato.it/service/PDF/PDFServer/BGT/00703296.pdf

DISEGNO DI LEGGE

d’iniziativa dei senatori ORELLANA, AIROLA, BATTISTA, BLUNDO,LEZZI, MONTEVECCHI, BENCINI, BOTTICI, BUCCARELLA, CAMPANELLA, CASALETTO, CASTALDI, CRIMI, DONNO, GAETTI, MOLINARI, MANGILI, NUGNES e PAGLINI

CON OGGETTO

“Modifiche al codice civile in materia di eguaglianza nell’accesso al matrimonio in favore delle coppie formate da persone dello stesso sesso”

In sintesi vengono richieste le seguenti modifiche del nostro codice civil

Art. 1.

(Matrimonio egualitario)

  1. Dopo l’articolo 90 del codice civile è inserito il seguente: «Art. 91. – (Matrimonio egualitario). – Il matrimonio può essere contratto da persone di sesso diverso o dello stesso sesso con i medesimi requisiti ed effetti».

Art. 2.

(Modifiche al codice civile e al codice di procedura civile)

  1. All’articolo 107, primo comma, del codice civile, le parole: «in marito e in moglie» sono sostituite dalle seguenti: «come coniugi».

«Capo I-bis. DELLA FILIAZIONE NELLE COPPIE FORMATE DA PERSONE DELLO STESSO SESSO

Art. 249-bis. – (Della filiazione tra persone dello stesso sesso coniugate). – Il coniuge dello stesso sesso è considerato genitore del figlio dell’altro coniuge fin dal momento del concepimento in costanza di matrimonio, anche quando il concepimento avviene mediante il ricorso a tecniche di riproduzione medicalmente assistita, inclusa la maternità surrogata.».

Art. 4. (Disposizioni finali)

  1. Le disposizioni in materia di matrimonio e di adozione, dovunque contenute in leggi, decreti e regolamenti, si applicano indipendentemente dal sesso dei coniugi, ove non diversamente stabilito.

 

  1. Possono essere trascritti in Italia i matrimoni contratti all’estero tra persone dello stesso sesso, anche se celebrati prima dell’entrata in vigore della presente legge. Gli effetti di questi ultimi, sono fatti salvi dal momento della celebrazione.

Lavoriamo per vivere in una Italia migliore.

Angelo Orlando

 

2 Comments on Matrimoni gay e diritti umani

  1. Mirko // 17 marzo 2015 a 16:00 //

    Vorrei esporre la mia contrarietà a questa presa di posizione del M5S di Como.

    Una cosa è il riconoscimento dei diritti dei singoli individui, un’altra è modificare il significato di famiglia ed eliminare il concetto di sesso in favore di una pluralità di generi.

    La famiglia non è una convenzione sociale, non l’ha creata l’uomo,
    ma la natura stessa, due o più persone possono condividere la loro vita e intrecciare i loro rapporti patrimoniali e legali, ma solo la famiglia può ottemperare alla missione naturale di difesa e sviluppo della specie.

    La famiglia è sacra perchè imposta per natura, non c’è religione, non c’è convenzione sociale che tenga: tu nasci e hai un padre e una madre. O almeno dovrebbe essere così. Procreare deve essere un atto d’amore tra due individui a cui la natura ha concesso questo diritto.

    Oggi, secondo il pensiero unico imperante, per cui se non sei allineato ti becchi la categoria di fascista o di omofobo, gli stessi diritti della famiglia (etero) devono rispecchiarsi nell’unione civile gay ed è diritto dei singoli individui scegliere il genere sessuale che più gli aggrada.

    Questo mira alla creazione e all’esportazione di un nuovo modello antropologico, pienamente funzionale al capitalismo neo-liberale:

    1) attraverso la distruzione della famiglia in senso naturale, In nome dell’individuo liberal-libertario, si distrugge quello che rappresenta la comunità originaria della persona, creando così il presupposto per un modello di individuo senza identità, isolato, infinitamente manipolabile, senza spessore culturale, puro prodotto delle strategie capitaliste.

    2) attraverso la distruzione delle identità sessuali, in base alle “sacre” leggi dell’ideologia gender, non si può più dire sesso, ma solo genere; non si può più dire padre e madre, ma genitore 1 e 2, ecc.. Ognuno quindi si sceglie liberamente il proprio sesso, in una confusione integrale del concetto di licenza con quello di libertà.

    Seguendo questo tipo di modello sociale non esistono più limiti ed è tutto consentito, a patto che si abbia il corrispondente “valore di scambio” per poterselo permettere. E chi osa sollevare dubbi, anche solo timidamente e in forma interlocutoria, è subito zittito tramite la categoria di “omofobia”, con cui sempre più spesso si silenzia chiunque osi deviare dal pensiero unico politicamente corretto.

    Approfondimento:

    • Angelo Orlando // 18 marzo 2015 a 00:54 //

      Innanzitutto grazie per la tua riflessione, la dialettica è necessaria.
      Faccio una premessa: mia opinione personale è che il Movimento 5 Stelle sia una creatura
      post ideologica e tale debba rimanere non allineandosi quindi a stereotipi di sinistra e di destra.
      Sull’argomento in questione la nostra è una lotta genuina sugli universali della civiltà,
      vogliamo lasciare ai margini del discorso sia la politica che la religione.
      L’argomento matrimonio-unioni può essere affrontato sia ponendo al centro l’aspetto riproduttivo
      sia l’aspetto affettivo e personalmente preferisco anteporre quest’ultimo.
      Legittimare una famiglia fatta di due uomini o di due donne di certo non cambia la
      vita di una famiglia “tradizionale” e non porta la società allo sfacelo.
      A portare la società allo sfacelo ci hanno pensato nel corso della storia le epidemie e le guerre.
      Escludo che il riconoscimento gender possa portare a tali devastazioni.
      Oggi la medicina aiuta nella riproduzione (anche quella sintetica! brutto termine vero?)
      qualsiasi coppia.
      Conta di più l’affetto e l’amore che due genitori omo-lesbo possono avere per i propri figli “arruolati”
      o un legame di sangue ?
      La famiglia è una convenzione sociale e l’ha creata l’uomo.
      Una famiglia è solida quando gli elementi che la compongono sono solidi, non la rende solida la semplice composizione
      incrociata donna + uomo.
      La società agevola la famiglia poichè “microsocietà” e la tutela col fine di proteggerne la componente debole
      come i figli o uno dei coniugi.
      La finalità riproduttiva va dà se! Cerchiamo di non essere ipocriti.
      Attendo qualche articolo di cronaca che riporti dell’aggressione da parte di due o più gender ai danni di un eterosessuale.

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