Maurizio Landini a Como

Como 16 marzo 2015

Dopo l’annuncio fatto sabato scorso dal segretario della FIOM Maurizio Landini della formazione di una nuova “Coalizione Sociale” (soggetto misterioso ma che ha occupato già pagine e pagine di giornali) oggi in biblioteca comunale era grande l’attesa per l’intervento di Landini stesso.

Preceduto da una sequela (un ora e cinquanta) di interventi in perfetto stile di dialettica sindacale, tra cui quello di Antonio Pizzinato storica figura del sindacalismo italiano ed ex parlamentare,
alla fine Landini ha preso il microfono e l’attesa è terminata:
ora sappiamo di che hanno parlato i giornali negli ultimi tre giorni.

Hanno parlato della proposta di unificare le forze progressiste del mondo sindacale e i suoi sforzi per fare fronte comune contro le politiche neo liberiste del governo Renzi.

Nonostante la proposta sia venuta non da uno qualsiasi, ma dal leader sindacale più carismatico del momento, si presenta (per ora) come una mera aspirazione.

Che più soggetti ora divisi si uniscano in modo che chi ancora gode dei diritti dati dall’articolo 18 dello statuto dei lavoratori si batta affinché gli stessi diritti vengano estesi a tutti, è aspirazione condivisibile certo, ma l’impressione è che, al di là dell’invito nella proposta che tanto rumore ha già provocato poco altro ci sia.

Un passaggio del discorso di Landini ha chiarito che il suo programma è limitato al mondo sindacale e non entra nel merito della politica, politica che Landini tratta come un unicum disconoscendo purtroppo la notevole distinzione tra la pratica e le idee del Movimento Cinque Stelle (lui dice, con poca finezza “Grillo” accomunandolo persino a Salvini!) e il resto delle forze parlamentari.

Essendo stato anni fa RSU (rappresentante sindacale unitario) CGIL ho avuto modo di farmi un’idea di prima mano del mondo del sindacalismo italiano e la mia idea è che i sindacati servono, anzi sono indispensabili, ma non questi sindacati oramai del tutto istituzionalizzati, per i quali gli scioperi sono sempre concordati e si risolvono in viaggio, sventolio di bandiere, corteo, comizio.

Uno schema fisso che, anche se compiuto da miliardi di individui non sposterebbe più una foglia.
Renzi lo ha capito perfettamente e infatti dorme (per ora) sonni tranquillissimi: nessun sindacato cattivo, nemmeno il roboante Landini e il suo seguito, finché le cose staranno in questi termini, turberanno i suoi programmi neo liberisti.

Auguro successo al programma proposto da Maurizio Landini, ma allo stesso tempo lo invito ad osservare meglio il Paese reale nel quale spera di attuarlo e sopratutto di portare più rispetto a chi, senza apparati ne segreterie, sta cercando di attuare in politica una rivoluzione sociale altrettanto importante.

fulvio