Monumento alla Resistenza Europea

Nel resoconto del discorso ufficiale pronunciato il 18 Aprile a Dongo per le celebrazioni del 70esimo anniversario del 25 Aprile 1945 dal vicepresidente della Regione Lombardia, Mario Mantovani esponente di Forza Italia, discorso riportato testualmente anche dall’agenzia stampa della Regione, Lombardia Notizie, non compare una sola volta la parola “Liberazione”.

Compare la più innocua parola “libertà”, talmente leggera da volare ad un soffio di vento.

Riscrivere la Storia è un vizio antico, a volte non serve nemmeno cambiare troppe parole, a volte ne basta una sola, per esempio “liberazione” con “libertà” e poi cancellare tutte le altre che danno fastidio. Quello che ha fatto Mario Mantovani che è stato molto attento a non dire mai “partigiani” e men che meno “Resistenza”.

Il limite del tragicomico Mantovani lo ha raggiunto con la definizione “il 25 Aprile è Festa di Libertà”: “Feste di Libertà” era il nome degli happening di Forza Italia, partito in cui egli milita!

Settant’anni sono tanti nella vita di una persona e i testimoni di ciò che avvenne ai temi della seconda guerra mondiale si riducono sempre più  in numero. Tra qualche anno non ce ne sarà più quasi nessuno e allora la “libertà” volerà leggera leggera; e per impedirle di volare troppo lontano dal suo senso originario servirà studio e impegno.

Solo lo studio della Storia può preservarci da questo gioco malsano dove “liberi tutti” significa solo la possibilità di ripetere tristemente tutte le sconcezze che la Storia umana ha seminato nei secoli.

In questo spirito di mantenimento della memoria e della verità storica il consigliere comunale del Movimento Cinque Stelle Luca Ceruti ha depositato mesi fa una mozione che chiede al Comune di Como di impegnarsi in modo serio al sostentamento dell’attività dell’ “Istituto per la Storia contemporanea Pier Amato Perretta” in modo che abbia la possibilità di ampliare la meritoria opera di didattica che già svolge nelle scuole e quella non meno importante di conservazione e digitalizzazione della mole di documenti conservati presso la propria sede.
Istituzioni come il “Pier Amato Perretta” sono un argine contro il dilagare negli anni a venire di discorsini tanto carini ed apparentemente innocui su una non meglio definita “libertà”.

Purtroppo ad oggi  il Comune di Como sembra troppo impegnato a decidere il colore degli arredi dei bar e la discussione di questa e di altre importanti mozioni si farà (?) non si sa ancora quando.

La verità storica va fondata sulla roccia: essa è fatta di testimonianze e documenti, dalla loro conservazione, divulgazione e facilità di accesso e, solo facendo questo lavoro la preserveremo da tutti i revisionismi di ogni epoca, da quelli brutali dei negazionisti a quelli “carini e beneducati” dei paladini della libertà di raccontare quello che ci piace e rimuovendo quello che non ci va come il Mantovani succitato.

Nell’attesa che il Comune di Como faccia qualcosa di un po’ più concreto che tenere discorsi e posare corone alla memoria auguro a tutti:  Buon 25 Aprile di Liberazione !

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