paratie e punti di vista

Non amo particolarmente il modo di scrive Emanuele Caso, però in questo caso ho letto e riletto l’articolo dal titolo “La falsa verità degli “scalpi” di Gilardoni e Ferro come simbolo di purezza ritrovata” e concordo con lo stesso quando afferma “la falsa verità”.

Prima di proseguire è bene specificare che non voglio mettere in dubbio l’onestà dei dirigenti Gilardoni e Ferro e del sindaco Lucini, non spetta a me giudicare, caso mai vi fossero dei dubbi sul loro operato spetta alla magistratura indagare, io voglio, però, esprimere il mio pensiero di cittadino, in merito al problema paratie.
Un problema che, è bene sottolineare, la giunta Lucini ha ereditato insieme al l’area Ex Ticosa, altra grande opera incompiuta di Como, ma a cui lo stesso Sindaco, in campagna elettorale aveva affermato, voleva assolutamente porre rimedio.
Parto del programma “Como Cambia Passo con Mario Lucini “ pag 27 PARATIE: che fare

• In primo luogo, ridefinire il progetto con Sacaim e Regione , non prima di avere raccolto il consenso della città .. ecc ecc
• In secondo luogo rinegoziare la quota di massimo invaso del lago …

C’è espresso un preciso progetto politico che vuole ridefinire, rinegoziare e raccogliere il consenso della città.
Un preciso indirizzo politico per la definitiva risoluzione del problema paratie, che però ad oggi e lo sarà per il prossimo futuro, resterà solo una impegnativa promessa scritta sulla carta e NON MANTENUTA
Che la situazione fosse complessa, non era un mistero; che fosse semplicemente il risultato folle di chi si è inventato un progetto solo per utilizzare fondi pubblici della Valtellina e fare da serbatoio per il Consorzio dell’Adda, tanto meno.
Allora e a maggior ragione, serviva un poco di buon senso in più, perché ieri come oggi la città non vuole le PARATIE.
Un progetto folle in cui però si è voluti intervenire in modo arrogante, stravolgendo il progetto iniziale, che come evidenziato nella sua relazione la stessa ANAC era già viziato di suo, bloccando i lavori in corso, aggiungendo opere, modificando alcune, stralciando altre …insomma si è fatto ” un grand bel mesegott”
Si, la verità è che si è fatto una gran pasticcio, conseguentemente una terza variante fallimentare, un mix di faciloneria, dilettantismo, pressapochismo, lo si evince come sopra dalla relazione di ANAC, a cui si è assommata la sfortuna che non manca mai, riconferma della famosa la legge di Murphy,, tanto che non sapremo mai quando noi cittadini potremo riavere e godere della nostra passeggiate sul lungo lago, .
Difficile trovare un termine appropriato per definire uno così grave stupro inferto alla città , l’unica certezza è che questo stato di grande opera incompiuta perdura da troppo tempo e non se ne vede una via di uscita nel breve periodo.
La politica ci ha cacciato in questa situazione, la politica non riesce a portarci fuori, questo è un dato di fatto.
Adesso però bisogna sapere e avere il coraggio di dire basta.
Per me, da cittadino a cui è negata una parte di Como, la riduco in una solo terribile parola “DISASTROSO FALLIMENTO”, a cui abbino la famosa frase di Fantozzi “ E’ una cagata pazzesca”
Disastroso fallimento che, però, non può essere ricondotto solo all’incapacità e il pressapochismo di due dirigenti, sarebbe troppo semplicistica questa lettura.
Non torna che i dirigenti siano i soli e unici agnelli sacrificali ad avere sbagliato (è bene ricordare che Ferro è stato riconfermato e Gilardoni è stato fortemente voluto dal Sindaco stesso) , non torna in quanto sono proprio le scelte errate fatte dalla giunta Lucini che ci hanno condotto in questa situazione di cantiere fermo.
Le dimissioni dei dirigenti sono la certificazione del fallimento del Sindaco Mario Lucini e del suo programma “Como cambia passo” del suo progetto e di una visione politica che non riguarda solo le paratie, non solo l’altra grande opera incompiuta di Como la Ex Ticosa, ma comprende anche la ZTL, le grandi mostre, tutto la sua visione sul modo e su come amministrare la nostra città.
Nella relazione dell’ANAC la gestione sbagliata è rinchiusa, secondo me, in questa frase “spacchettamento artificioso degli incarichi”.
Quando un allenatore sbaglia, paga si esonera.
Ecco perché sarebbe un buon atto presentare le dimissioni caro Sindaco, non solo accettare le dimissioni dei dirigenti, che ricordo ancora, sono stati da lei riconfermati e voluti.
Marino Longhini
Attivista M5S Como

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Ex Consigliere Comunale Comune di Como

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