Piove sul bagnato

Cari Amici
Il lago di Como è esondato in piazza Cavour.
Verrebbe quasi da dire “finalmente!” visto che tanta pioggia in un anno solo non si era mai vista.
Ma naturalmente quello che diciamo tutti è “purtroppo”.
Adesso ci sono disagi per il traffico e poco più, se non smette di piovere cominceranno i danni materiali e i costi ad essi correlati.

Fermo, immoto, marcescente, il cantiere delle paratie fa brutta mostra di se e della sua stupida inutilità,
Forse un simbolo di molte altre umane stupidità dell’inutilità di molte cariche pubbliche che ci è capitato in sorte di dover sopportare.
Milioni e milioni di euro spesi per il nulla si distendono in forma di inutili e fastidiose costruzioni che separano Como dal suo lago da anni.
Quanti anni? Troppi, troppi come i soldi spesi per non aver nulla, non dico di funzionante ma almeno gradevole da vedersi.

Abbiamo attraversato un’era di follie assurde, minuscole se rapportate ad una guerra ma comunque gravi e ingiustificabili dal unto di vista di una civiltà che voglia dirsi tale. Abbiamo avuto di tutto: presidenti corrotti, corruttori, condannati, che fanno orge come Caligola e Nerone e nonostante questo arbitri della politica nazionale e, nel nostro piccolo, sindaci del partito del presidente che hanno distrutto la città letteralmente eppure sono stati puntualmente rieletti al secondo mandato (anche al terzo se fosse stato possibile!).
Sappiamo tutto questo e ce ne siamo tristemente abituati, e forse è questa rassegnazione il peggior regalo che ci hanno lasciato.

Parlo al passato ma il presente non è affatto propizio all’ottimismo.
I fumismi nel quale sono avvolti gli accordi tra Regione Lombardia e Comune di Como per venire a capo di qualche cattiva opera non ci dicono niente, ma proprio niente di buono sul futuro della nostra città. E gli esempi fumigatori non si fermano certo alle paratie.

Il lago esonda e forse invaderà la piazza: se così sarà serviranno molti soldi per ripulire gli edifici inondati.
Conteggeremo questi costi nel grande calderone del cantiere immobile che sfregia il nostro (un tempo bellissimo) lungolago?

Lo sconforto che mi prende davanti a queste cose è in gran parte dovuto al senso di impotenza.
Perché SO (credo di sapere) che se domani si facessero nuove elezioni i comaschi sceglierebbero di nuovo un sindaco o del PD o del PDL.
Persino se le elezioni si svolgessero con il lago in piazza San Fedele, frane ovunque, persino con le strade bloccate da buche… temo.

Ma non bisogna esagerare con il pessimismo e magari tutti quei ragazzi che adesso di tutto se ne fregano e tutto scansano trovando il frigo sempre pieno di piatti da scaldare nel microonde e di fette al latte da sbafare rincoglionendo davanti a Facebook si sveglieranno in massa e decideranno che l’età della poppata è finita e che il tedio che li attanaglia a volte è figlio della loro indifferenza, del loro sazio nichilismo.

Per ora, non dico alle riunioni del M5S, ma da nessuna parte di giovani se ne vede traccia.

Stivali di gomma
Intanto il lago esonda.

Compratevi gli stivali di gomma, la vedo lunga!
Teniamo duro!
fulvio