Proposta di moratoria cantieri in convalle

Cari Amici

Ieri sera ho sottoposto al giudizio di una mia carissima amica un ideuzza, forse bislacca, che mi è saltata i mente:
“E se proponessimo (come 5 stelle) una mozione al consiglio comunale per bloccare nuovi cantieri in città subordinando lo sblocco alla fine dei lavori di quelli già in essere?”.

La mia amica, molto più dotata di me di senso pratico mi ha fatto notare che una mozione del genere sarebbe di sicuro irricevibile nel senso che verrebbe sicuramente bocciata come punitiva per l’economia cittadina e contraria alle favolose leggi del libero mercato.

Accolgo la sua osservazione ma rilancio e dico: “Allora la proponiamola  lo stesso come provocazione”.

Sentirmi in bocca quella parola “provocazione” mi fa uno stano effetto perché non la amo e non ho mai compreso bene il senso ne l’utilità delle provocazioni propriamente dette, se non quello di scatenare una contrapposizione tra le parti.

Non amo le provocazioni, e farle molto più che riceverle.
Pacifista per cultura e carattere evito di norma tutto ciò che possa irritare i miei interlocutori.

Eppure una proposta un tantino provocatoria a volte serve, sopratutto quando si è sopraffatti dall’apatia che ci circonda.

E come definire se non apatia lo stato in cui versa l’opinione pubblica cittadina usa ormai a sopportare tutto ciò che le viene malamente imposto, da bandi rifiuti che arricchiscono solo A2A e aumentano le tasse comunali,  a cantieri definitivamente destinati a non essere mai terminati, con tutte le conseguenze sul paesaggio e sulla fruibilità di una città che dovrebbe essere turistica, fino ad arrivare all’installazione di monumenti enormi e incongrui nel punto più visibile del primo bacino…

E allora ben venga il botto di un innocente petardo che si provi a svegliare un poco il torpore, ben venga una provocazione pacifica.
Anche a causa della proposta,, (a mio avviso indecente sotto molti aspetti), della ditta Nessi e Majocchi fatta alla città: costruzione a proprie spese di un autosilo sotto le mura storiche in viale Varese con la remunerazione del godimento trentennale dell’opera, qui vi propongo di presentare e pubblicizzare una mozione al consiglio comunale che di fatto impedisca l’insediamento almeno in convalle di nuovi cantieri impattanti prima del completamento di quelli ben noti e finora immobilmente abbandonati a far solo brutto spettacolo.
Un autosilo interrato in viale Varese significa un nuovo cantiere mostruoso applicato ad una zona geologicamente delicatissima.
Significa condannare un centro città che potrebbe essere un giorno liberato dalle auto con una circolazione diversa a non esserlo di fatto mai.
Significa distruggere la quiete e la godibilità per molto tempo di uno dei giardini più belli della città, oltre a stravolgerne una parte consistente.
Significa inoltre impegnare l’attuale area di sosta e privare la città di molti e comodi parcheggi esistenti a raso per chissà quanto.
Abbiamo proprio bisogno di un nuovo autosilo? Se si c’è disponibile presso il centro l’area ex Danzas: libera e inusata da decenni, vi si può lavorare senza sfiorare il delicato equilibrio di mura romane e medievali, senza sbattere in mezzo ai piedi della gente un nuovo mostruoso cantiere.

Partendo dal fatto che interessi economici di tali proporzioni non si possono contrastare in poche persone (senza grandi mezzi), lanciò perciò la proposta di far scoppiare una volta per tutte il caso “grandi cantieri a Como”, e quindi di farne una battaglia politica di cui i giornali non possano non parlare.

Riflettiamo sul fatto che se si fosse taciuto quieti sul caso Libeskind le “allegre” decisioni prese da Amici di Como e Comune sarebbero volate alte e incontrastate.
Il fatto che invece persino il sondaggio de “La Provincia” ha confermato l’opposizione della maggioranza al progetto dimostra che il rumore sollevato dalle opposizioni (contro  la collocazione sulla diga del monumento) non era affatto inutile ne capzioso.

Ho parlato della mia proposta come di “un’ideuzza forse bislacca” ora tocca a voi darne un giudizio. Un giudizio condiviso che sia la premessa per passare o meno all’azione e presentarla o meno in consiglio comunale in forma di mozione.

Vi invito cortesemente ad esprimere un’opinione in merito.
Pace e bene
fulvio

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