Sale da gioco come fermarle?

Riporto integralmente articolo online, da parte di Emanuele Caso, che ringrazio, “colpevole” di aver avuto la sensibilità di trattare un tema così importante e sensibile come le sale da gioco, senza far finta di nulla come troppi altri organi di stampa da www.comozero.it :

Epidemia sale slot. Il consigliere Cinque Stelle denuncia i rischi per le famiglie, l’assessore replica: “A Como non apriranno (quasi) più”

La triangolazione tra il consigliere comunale del Movimento Cinque Stelle, Luca Ceruti, il sindaco Mario Lucini e l’assessore al Commercio, Paolo Frisoni, finisce – in senso lato me nemmeno troppo – dal questore. Vediamo perché.

Ceruti, lo scorso novembre, ha presentato una articolata mozione per invitare primo cittadino ed esecutivo a dare corso concreto alla lotta contro le ludopatie, le dipendenze da gioco d’azzardo. Nel mirino, esplicitamente, erano messe le Sale Slot o Sale Giochi più in generale, che in città negli ultimi tempi sono effettivamente proliferate. E a sostegno della richiesta, il consigliere dei Cinque Stella portava anche il documento approvato dal consiglio comunale nell’ottobre 2012 con il quale, per l’appunto, l’aula concordò sulla necessità di intraprendere azioni di contrasto delle quali non si è sostanzialmente visto nulla.

Pesanti le considerazioni di Ceruti a sostegno della richiesta, visto che parla esplicitamente di “gioco d’azzardo che sta distruggendo persone, famiglie e comunità” sottraendo “ore al lavoro, alla vita affettiva, al tempo libero e produce sofferenza”, alterando per giunta “i presupposti morali e sociali, sostituendo con l’azzardo i valori fondati sul lavoro, sulla fatica e sui talenti”. Infine, la sottolineatura del rischio del contatto con ambienti che sconfinano nell’illegalità.

Insomma, per tutti questi motivi l’esponente dei Cinque Stelle chiedeva espressamente al sindaco e alla giunta di “predisporre idonea ordinanza/delibera che limiti sensibilmente e significativamente gli orari di apertura delle cosiddette sale giochi o sale slot presenti nel territorio comunale”. A ulteriore supporto della propria richiesta, peraltro, Ceruti ha anche depositato un’interrogazione nella quale – oltre a sottolineare che Como, in Lombardia, è la seconda provincia per esborso pro capite in tema di giochi: 1.924 euro – chiedeva di conoscere tutte le date di scadenza delle licenze in corso concesse alle varie sale, tenendo presente la recente legge regionale che vieta l’apertura di locali del genere a meno di 500 metri di distanza da scuole, ospedali, oratori e impianti sportivi.

Ebbene, poche ore fa l’amministrazione ha risposto. La replica nero su bianco porta la firma dell’assessore al Commercio, Paolo Frisoni, il quale, però, leggi e regolamenti alla mano, sostanzialmente si è visto costretto ad alzare bandiera bianca su ogni ipotesi di intervento diretto sulle attività in questione. Dopo aver specificato che i nuovi limiti imposti dal Pirellone non valgono per la sale d’azzardo aperte già prima dell’entrata in vigore (ossia il 28 gennaio 2014) e dopo aver sottolineato che “il rilascio della licenza compete alla Questura e non al Comune, quest’ultimo può anche non venire a conoscenza dell’installazione sul territorio di nuovi apparecchi per il gioco”. Quindi, al netto dell’ipotetico rischio dell’apertura di nuove sale slot “a sua insaputa”, Frisone evidenza che – a suo modo di vedere – ora “i vincoli di distanza previsti dalle medesime norme rendono pressoché impossibile l’apertura di nuove sale videolottery”.

Infine, ecco la proposta finale dell’assessore: “Poiché il rilascio del titolo di polizia da parte del questore non consente di superare le limitazioni imposte da disposizioni regionali o comunali vigenti, si ritiene pertanto auspicabile un incontro con il questore affinché venga attuata la circolare del ministero dell’Interno del 6 marzo 2014 che suggerisce alle Questure di informare gli interessati circa gli altri obblighi di leggi che essi sono tenuti ad assolvere”.

A conti fatti: sulle sale già aperte prima del 28 gennaio 2014, ben poco – se non nulla – potrà cambiare. Sul futuro prossimo, il Comune sembra convinto che il fenomeno delle aperture di nuove sale slot sia destinato pressoché a spegneresi. E, infine, si invita la Questura a intervenire sugli operatori già in attività per evitare che si commettano irregolarità.

Vedremo.

Per completezza di informazioni qui di seguito riportiamo la documentazione:

Vi terremo informati

Luca Ceruti

Portavoce Movimento 5 Stelle COMO

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Ex Consigliere Comunale Comune di Como

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