Silenzio: parla il PD

Lettera firmata

Egregio Signor Sindaco,
Glauco Peverelli (presidente di Parolario) dichiara che la scultura di Libeskin è un rimasuglio d’idea originariamente pensato per Gazprom…
eppure ci è stato giurato che quell’idea è nata pensata PROPRIO PER VOLTA, PROPRIO PER COMO…
Che oltre a “A.V.” vi ci si possa leggere praticamente di tutto non sembra disturbare affatto i sicofanti di Spallino.
La presunta reason why dell’idea, la sua giustificazione starebbe in alcuni schizzi riproducenti le linee di flusso del campo magnetico, roba che trovate in qualsiasi testo scolastico di fisica e che con l’esimio concittadino Alessandro Giuseppe Antonio Anastasio centrano pochissimo essendo più che altro elaborazioni teoriche successive ai suoi lavori pionieristici.
E via, e via… le motivazioni razionali dell’opposizione al monumento di (a) Libeskind sono solide e concrete.
Le motivazioni a favore, spiace dirlo ma mi appaiono deboli e ideologiche, oltre che, come nei casi sopracitati palesemente sofistiche.
Considerato che tra i “critici” se non proprio tra gli oppositori all’opera e/o alla sua collocazione figurano:

PierCesare Bordoli presidente emerito di “Famiglia Comasca”
Glauco Peverelli presidente di “Parolario”
Michele Pierpaoli presidente dell'”Ordine degli architetti”
Consiglieri comunali…

Autisti del bus, commercianti, operai/e, gelatai, bancari…
e alla fine pure io (che non sono un c…)
Considerato insomma che tra i “critici” se non proprio tra gli oppositori all’opera e/o alla sua collocazione figurano dunque così tanti suoi concittadini, le sembra democratico e dignitoso l’atteggiamento da lei tenuto (e rafforzato da una stampa spalmata su un’unica parte) fin qui?

La sensazione che ne ho ricavato è stata pessima.
Abbastanza pessimo è il bilancio di 30 mesi di mandato, pessima la sensazione di continuità con Bruni percepita quando la maggioranza si astiene (lunedì scorso) sul bilancio partecipato che era un punto del programma elettorale, pessimissima la sensazione di completa sudditanza a scelte calate da circoli esclusivi come i sedicenti “Amici di Como” o “Primavere di Como” (e via autolegittimandosi)…
In questa decadenza le parole non hanno chances, lo dice il poeta ed è vero…
Ma non speri che questo ci ridurrà a starcene buoni e zitti.
Men che meno a berci “spiegazioni” a posteriori per ciò che non ha altre motivazioni se non interessi privatistici…
Faccio il mio dovere Signor Sindaco
perciò non se la prenda e cerchi di ricordarsi il suo claim elettorale che recitava “Como cambia passo”!

Fulvio

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