Una proposta (in)decente

“Giugno 2015. Molti anni dopo le esplosioni che segnarono la fine della Ticosa nulla è più come prima, forse nulla lo sarà mai più”.

Ecco un incipit buono per una edizione lariana delle avventure di Mad Max… ci scherzo su per alleggerire un argomento che ha tutte le caratteristiche per far arrabbiare chiunque abbia un poco di amore per la propria città, chiunque abbia un briciolo di sensibilità urbanistica.

Se pensavate che nell’area Ex Ticosa non si stesse facendo niente avevate pensato bene.
Fine maggio 2015: questo è lo stato del “cantiere”
Come tutti in tutti i cantieri pubblici di Como i lavori procedono alacremente!

Se vi piace quel genere di film horror ambientato in aree abbandonate, nelle cosidette ghost town, non luoghi che un tempo furono pieni di vita e di attività ed ora, causa abbandono richiamano fantasmi e paure ataviche del caos e del vuoto.

Se siete dei fan dei film di ambientazione post atomica, quelli del dopo bomba, allora una gitarella nell’area Ex Ticosa è quello che ci vuole per voi per passare una garrula giornatina di festa e di svago!

Ma, mi direte, se è tutta recintata come faccio a visitarla ben bene?
Nessun problema: i buchi nella rete abbondano. Da via Grandi si accede con facilità all’interno di quello che nelle promesse elettorali del sindaco Lucini avrebbe dovuto essere un cantiere per la rinascita dell’area, per la sua restituzione funzionale alla città.

L’edificio che vedete sullo sfondo nella foto qui sopra è la cosidetta “santarella” che io (questa è la mia proposta indecente) vorrei vedere spianata prima che si cominci a buttarci soldi nel suo inutile e improbabile tentativo di restauro.

Il signore che vedete qui sopra è un’ospite residente della santarella, una (ripeto) brutta costruzione fatta con cattivi materiali che era destinata a centrale termica, cioè a uno stanzone per le caldaie, e che, non essendo progettata per durare, abbandonata da decenni stà oramai crollando da sola.

Ma udite udite la sopraintendenza ha classificato la “santarella” come bene architettonico da tutelare.

Viene un dubbio cattivo che mi rode da anni: da tutelare in quanto occasione futura di magna magna?!

Io invece, senza pretese di dichiararmi esperto di archeologia industriale, ma usando il semplice buon senso che mi deriva da una tradizione di vecchi muratori penso che la “santarella” sia oramai da anni solo un rudere degradato e fatiscente, che costerà milioni per il suo inutile restauro, che comunque sarà parziale (la struttura è marcia), temporaneo (andrà rifatto e rifatto più volte) e difficilissimo a meno di stravolgerla completamente.

Quanto al suo utilizzo post restauro pagato a caro prezzo dai cittadini nulla si sa, di queste cose sembra che chi comanda non voglia parlare. O meglio: se ne è parlato assai, se ne è capito pochissimo, praticamente niente!

Ma per fortuna non ci sono solo note negative: se l’afa dell’estate che arriva vi opprimerà eccovi poi il laghetto, come consolazione alla città per non avere visto un solo cantiere finito in dieci anni.
Tra poco sarà pieno di zanzare e tornerà fuori la gran scemata dei pescetti salvifici sparata a gran titoli sulla stampa locale con tanto di pareri di “esperti pescettologi” e dichiarazioni dell’assessore alla (sic!) ecologia Magatti.

Oltre ovviamente al solito balletto Multi si, Multi no, Multi in forse, Multi filter, Multi e pochi, Multi e multe, Multi e quelchevipare…
Parafrasando Edoardo Vianello mi vien da fischiettare:
“Per quest’anno non cambiare stesse balle sullo stesso giornale”.

A proposito. sapete perché la vecchia centrale termica della Ticosa venne chiamata, non si sa da quando ne da chi “santarella”?
Dai che ci arrivate da soli, è facile: perché sembra una chiesa!!!

E siccome a Como l’arredo più diffuso nelle case degli amministratori sembra essere l’inginocchiatoio guai a toccarla!

Ed allora vi propongo un’ideona pratica da utilizzare nel caso voleste aggirare le norme paesistiche del PGT: (e questa è una proposta davvero indecente): Fatevi un bel abuso edilizio sfacciato a Como ma dategli parvenze esteriori di un edificio ecclesiastico (chiesa, convento… ma cattolico mi raccomando, evitare minareti e pagode) e nessuno ve lo toccherà mai più.

Col rischio di ripetermi fino alla noia vi ricordo che:
Nel 2017 ci sono le elezioni comunali a Como e se siete dei masochisti della specie più perversa potete rieleggere l’attuale sindaco e giunta, oppure rimettere in sella (del somaro comasco) il simpatico tandem Bruni – Caradonna e continuare a godervi lo spettacolo di una città che un tempo fu bellissima e che adesso ha sempre più l’aspetto desolato e deprimente del pratone qui sopra.
Statemi sani ma meditate!