Villa Geno non la vuole nessuno… perché?

L’assessore al patrimonio Marcello Iantorno dichiara:

“Sono sinceramente sorpreso. Diversi soggetti avevano mostrato un interesse concreto rispetto all’immobile e quindi il fatto che per Villa Geno non sia stata presentata neppure un’offerta mi stupisce”. Questo il commento dell’assessore al Patrimonio Marcello Iantorno alla chiusura del bando per la concessione del compendio di proprietà comunale. I termini per la presentazione delle offerte – l’avviso era stato pubblicato lo scorso dicembre – scadevano oggi alle 12. “In base al regolamento – prosegue Iantorno – potremmo pubblicare un nuovo bando praticando uno sconto rispetto al canone di locazione (quello messo a gara era di 138mila euro annui) ed eventualmente allungare da 6 a 9 anni la durata della concessione. Vedremo, ne parlerò con i colleghi di giunta in occasione della prossima riunione e decideremo quanto prima”.

Il Dottor Iantorno è sorpreso, io no.

Ed il motivo della mia mancata sorpresa risiede molto probabilmente nel fatto che Como la vivo quotidianamente, nel senso che incontro persone, parlo sugli autobus con i miei compagni di viaggio, condivido le difficoltà di una crisi economica (che non colpisce tutti, attenzione!) con molti miei concittadini che, stimolati, mi confidano il loro stato d’animo e le loro paure legate al loro rapporto con le istituzioni.

Se potessi dare un consiglio all’Assessore Iantorno sarebbe questo: non si tratta di prezzi e di mercanteggiare come se fossimo in un suk mediorientale, si tratta di fornire garanzie di stabilità di gestione ai possibili acquirenti. Ora come ora, nemmeno se possedessi i capitali di un Bill Gates, e nonostante ami Como di un amore che ho provato raramente per altri luoghi, dato lo stato ondivago delle decisioni comunali me ne guarderei ben bene ad investire denari sulla nostra città.

Parliamoci chiaro: si può continuare all’infinito a magnificare la Città dei Balocchi e qualche altra iniziativa marginale, come fanno quasi quotidianamente i giornali locali.

Si può continuare berlusconianamente a sostenere che “i ristoranti sono tutti pieni”. Si può fare tutto questo e altre corbellerie del genere, resta il fatto che Como è oggi brutta, caotica, sporca, disordinata, amministrata non certo nel modo migliore…

… e volete che attragga investitori?!

Io amo davvero la mia città e vorrei vederla rifiorire, ma per far questo serve prima di tutto un atto di estrema umiltà dei suoi amministratori pubblici. se invece di pensare alle archistar si pensasse un poco di più alla vita serale cominciando dalla prossima primavera, a smetterla di piantare cantieri che oramai si sanno infiniti per lunga esperienza… fino persino alla realizzazione di banalissimi, utili marciapiedi e alla loro razionale sistemazione ecco… forse, forse qualche investitore Como lo troverebbe…

Ma per far questo bisogna scendere dal trono… ne sarem capaci?!

 

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